Martedi 21 novembre 2017 22:21

Boss evaso dal carcere di Frosinone, partono le ricerche col drone

20 marzo 2017



FROSINONE - Proseguono serrate le ricerche di Alessandro Menditti, boss casertano appartenente alla famiglia camorristica dei "macellai" legata al clan Belforte di Marcianise evaso la notte del 17 marzo dal carcere di Frosinone, dove era detenuto dal 2012. Gli inquirenti, che in questi giorni stanno passando al setaccio decine di casolari sparsi nelle campagne del basso Lazio e del Casertano, hanno interrogato per ore tutti i parenti del boss e della moglie, a sua volta detenuta nel carcere di Pozzuoli e accusata come il marito di associazione mafiosa ed estorsione.

Le indagini si avvalgono anche dell'uso di droni che sorvolano in lungo e in largo le aree interessate dalle ricerche, permettendo così agli inquirenti di avere una visione completa anche degli angoli più nascosti e difficili da perlustrare. La pista sulla quale si lavora è quella della fuga organizzata con la complicità di un basista: Menditti, com'è noto, poteva contare su una fitta rete di contatti nell'area del basso Lazio, che verosimilmente gli saranno tornati utili per organizzare la sua fuga dal carcere del frusinate. Senza contare il forte radicamento sul territorio del clan dei Belforte al quale è affiliato, notoriamente egemone in Ciociaria e nella zona di Cassino.

Restano gravi nel frattempo le condizioni del compagno di fuga di Menditti, l’albanese 44enne calatosi anch'egli dal tetto del carcere con lenzuola annodate e trasformate in una corda: l'uomo, detenuto per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga, è caduto nel corso della fuga procurandosi una lesione alla colonna vertebrale ed è stato subito catturato dagli agenti del penitenziario.

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