Martedi 21 novembre 2017 22:18

Napoli, muore in attesa del trasferimento. «Medici e infermieri litigavano»
Il padre di un giovane di 23 anni, morto all'ospedale Loreto Mare, denuncia: "Me lo hanno ucciso. Litigavano per chi dovesse occuparsene"

20 agosto 2017



NAPOLI - È morto a 23 anni, su un lettino di ospedale, mentre aspettava di essere trasferito in un'altra struttura per degli esami. È accaduto al Loreto Mare lo scorso 16 agosto. Il giovane è arrivato al nosocomio di via Vespucci a causa delle gravi ferite riportate in seguito ad un incidente stradale ad Ercolano. Il padre del ragazzo, intervistato dall'Ansa, racconta: «Siamo arrivati al Loreto Mare attorno alle 21.30 e siamo stati subito assistiti. Poi mio figlio è stato posto su un lettino in attesa di effettuare l'esame utile a comprendere se vi fossero problemi ai vasi sanguigni». «Su questo lettino - prosegue - è rimasto per ore, saranno state le 4 quando ho alzato la voce e solo allora medici e infermieri si sono messi d'accordo, dopo che li avevamo visti anche litigare. Intanto Antonio moriva». Ora vuole giustizia. «Mio figlio è stato ammazzato. Mentre lui moriva, al pronto soccorso litigavano per decidere chi dovesse salire sull'ambulanza che doveva portare Antonio a fare una angiotac. Vogliamo la verità: chi ha ucciso un ragazzo di 23 anni deve pagare».

«Faremo chiarezza»

Sulla questione ha preso posizione il direttore generale della Asl Napoli 1, Mario Forlenza. «Esprimo dolore, sgomento e rabbia per la morte del giovane di 23 anni nel presidio ospedaliero del Loreto Mare, in circostanze che, se confermate, sono inaccettabili e incompatibili in una organizzazione ospedaliera la cui priorità assoluta è salvare vite umane. D'intesa anche con la Regione, per l'accertamento delle responsabilità presenterò personalmente denuncia alla Procura».«Ho avviato una indagine interna tramite il servizio ispettivo aziendale per accertare eventuali omissioni o mancanze organizzative, ciò anche ai fini di responsabilità disciplinari. Massimo rigore. I familiari e i cittadini sappiano che è interesse primario del direttore generale e degli operatori della Asl, che - conclude - sulla vicenda si faccia piena chiarezza, fino in fondo».

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