Venerdi 24 novembre 2017 02:49

Caso Fortuna, non c’è pace per le tre bimbe vittime di abusi. E’ lite sull’adozione

20 ottobre 2017



NAPOLI - Non c'è pace per le tre figlie di Marianna Fabozzi, compagna di Raimondo Caputo, condannato per l'omicidio della piccola Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni del Parco Verde di Caivano uccisa il 24 giugno 2014 dopo essere stata gettata dalla terrazza di uno degli stabili.

Le tre bambine, dopo aver testimoniato sugli abusi sessuali subiti, confessioni che hanno permesso di far arrestare e condannare il patrigno, sono oggi ritornate in aula della Corte d'Appello di Napoli, sezione minorenni, per decidere sul loro stato di adottabilità, su cui peraltro il Tribunale si era già espresso positivamente in primo grado.

A questa decisione però non si sono mai rassegnate la madre, condannata a 10 anni per non aver impedito le violenze sulle figlie e indagata per la morte di Antonio Giglio, il figlio di tre anni, ucciso in circostanze analoghe a quelle di Fortuna, la zia, sorella di Marianna, e la nonna, la stessa che nelle indagini sulla morte di Fortuna Loffredo faceva pressioni sulla nipote affinché non accusasse il patrigno. Entrambe hanno chiesto l'affidamento.

Se da un lato le tre donne si sono schierate contrarie all'adozione, dall'altro caldeggia fortemente il padre naturale delle tre bimbe. Difeso dall'avvocato Angelo Pisani ha dichiarato: «Solo l'adottabilità da parte di famiglie appartenenti ad un diverso e più sano contesto sociale e culturale, potrà essere per le minori, l'unica speranza di poter superare tutto quanto accaduto e ricominciare una nuova vita».

Una situazione delicata e difficile sulla quale la Corte si è riservata e la cui la decisione potrebbe arrivare nei prossimi giorni.

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