Venerdi 22 settembre 2017 10:08

Omicidio Matarazzo, la Procura acquisisce gli esami del Dna. Si va verso la svolta

20 dicembre 2016



NAPOLI - E' stato completato l'esame del Dna trovato sul corpo e sugli indumenti di Vittorio Matarazzo, l'ingegnere ucciso a coltellate lo scorso 28 novembre davanti la sua abitazione a Napoli, in viale Maria Cristina di Savoia.

Si è dunque ad una svolta. Presto sarà reso noto il nome del killer essendo stati comunicati i risultati agli investigatori. Al momento l'unico indagato è il fratello Luca, sebbene finora abbia sempre respinto ogni accusa avallato anche dall'appoggio della moglie della vittima che ha confermato dinanzi agli inquirenti la sua convinzione nell’innocenza del cognato. «Smentisco, in relazione a tale vicenda, l’esistenza di divisioni e fratture in seno alla famiglia e ribadisco che l’informazione sul punto fornita, siccome volta a rappresentare un simile quadro, è falsa e infondata e comunque di pregiudizio per i minori coinvolti», aveva inoltre dichiarato in una nota insieme alle sue cognate.

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Fino a ieri sera il risultato del test del Dna non era stato notificato alle parti. Si tratta di analisi relative a circa cento tracce rinvenute sia sul materiale sequestrato sul luogo del delitto, sia su quello ritrovato in via Santa Maria della Neve dove, grazie ad una testimonianza, sono stati recuperati un casco, due coltelli, uno dei quali sporco di sangue, e una maglietta appartenenti al killer.

Intanto si tornerà probabilmente ad indagare sulla morte del padre del 51enne ucciso, come l'ingegnere aveva chiesto prima del delitto. Le precedenti indagini non avevano fatto emergere riscontri ai sospetti di Vittorio Materazzo, ovvero che non si fosse trattato di una morte naturale, ma verranno portati a termine nuovi approfondimenti.

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