Martedi 26 settembre 2017 16:27

Papa Francesco in piazza del Plebiscito «Fate largo alla speranza. È tempo di riscatto per Napoli»




NAPOLI - L'entusiasmo dei fedeli riuniti fin dalle prime ore del mattino sta accompagnando Papa Francesco che dopo aver attraversato in papamobile parte della città, da Scampia è giunto in piazza del Plebiscito alle 10:40, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. In 60mila lo hanno atteso tra i quali anche Antonio Bassolino, con la moglie Annamaria Carloni e il presidente Aurelio De Laurentiis. Sceso dalla papamobile, Papa Francesco si è recato nella chiesa di San Francesco di Paola e poi ha celebrato la Santa Messa alle 11:10. Nell'omelia Papa Francesco si è rivolto maggiormente ai giovani «non cedete alle lusinghe di redditi disonesti, reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono i poveri e i deboli con il cinico commercio della droga e altri crimini. Non lasciatevi rubare la speranze, non lasciate che la vostra gioventù sia violata. Questo è pane per oggi, ma fame per domani. Cari napoletani, largo alla speranza, e non lasciatevi rubare la speranza. La corruzione e la delinquenza non sfigurino il volto e di più non sfigurino di questa bella città! Di più: non sfigurino la gioia del vostro cuore napoletano. È tempo di riscatto per Napoli». Questa l'omelia del Santo Padre: «La voce della verità risuona negli uomini semplici. La parola del Signore provoca una divisione tra chi l'accoglie e chi la rifiuta. Un contrasto interiore si accende nel nostro cuore: accade quando perdiamo la verità, quando ci costa troppo osservarle. Sono venuto a Napoli per proclamare insieme a voi: "Gesù è il Signore". Nessuno parla come Gesù: lui solo ha parole di misericordia e di vita eterna che possono guarire le ferite del nostro cuore. Dio è forte nell'umiltà, anche nella debolezza. La potenza della sua parola è nell'amore senza confini. Che ci fa amare Dio oltre noi stessi. Questa è la forza che cambia il mondo. La parola di Cristo vuole raggiungere tutti: in particolare chi vive nelle periferie dell'esistenza. Noi abbiamo avuto la grazia di ricevere parole di vita e siamo chiamati a uscire dai nostri recinti e con ardore portare a tutti la misericordia, la tenerezza e l'amicizia di Dio. E' un lavoro che tocca a tutti, in modo speciale ai sacerdoti. Ogni parrocchia diventi santuario per chi cerca Dio. Se viviamo ogni giorno la parola di Gesù, risorgiamo con lui. Che la grazia della resurrezione sia accolta da tutti voi: che Napoli sia piena della speranza di Cristo. Non lasciatevi rubare la speranza. Non cedete alle lusinghe di facili guadagni. Reagite con fermezza alle organizzazioni che sfruttano e corrompono giovani, poveri e deboli col cinico commercio della droga e altri crimini. Corruzione e delinquenza non sfigurino il volto di questa città. E non sfigurino la gioia del vostro cuore napoletano. Convertitevi all'amore e alla giustizia. Lasciatevi trovare dalla misericordia di Dio. Gesù vi sta cercando per abbracciarvi, per amarvi di più. La grazia di Dio perdona tutto e perdona sempre: è possibile tornare a lui. Lo testimoniano le lacrime delle madri di Napoli e della Madonna che conducano a sciogliere i cuori più duri. Oggi comincia la Primavera, che porta speranza perchè oggi è tempo di speranza per Napoli, una città che ha in sé tante potenzialità spirituali e culturali e con tanta capacità di amare. Si può costruire un futuro migliore basta aprirsi con fiducia al mondo». E poi la benedizione in napoletano "A Maronn v'accumpagne!". © Riproduzione riservata