Lunedi 20 novembre 2017 20:01

Acerra, dà fuoco al rivale in amore «Ho agito per difendermi»




ACERRA (NA) - L'uomo che ha bruciato vivo Raffaele di Matteo, il 37enne Vincenzo di Balsamo, verrà ascoltato domani dal gip per confermare la sua versione dei fatti, a seguito della quale verrà confermato o annullato l'arresto. Attualmente Di Balsamo è detenuto presso la casa circondariale di Poggioreale con l'accusa di omicidio volontario. L'uomo, sposato e padre di tre figli - di cui uno è in arrivo - alla presenza del suo avvocato difensore, Antonella Vitagliano, ha ammesso di aver bruciato vivo Di Matteo per difendersi da un'aggressione. Infatti, stando alle parole di Di Balsamo, giovedì sera avrebbe parcheggiato il suo scooter nei pressi del deposito della vittima, per andare a ricrearsi in un circoletto lì in zona. Prima, però, sarebbe andato a prendere della benzina per fare rifornimento e al ritorno avrebbe trovato Di Matteo ad aspettarlo, che lo ha aggredito prima con uno schiaffo e, successivamente, ferito alla gamba con un falcetto. In un primo momento, Di Balsamo afferma di avergli intimato di smettere, poi gli ha versato addosso la benzina minacciandolo con l'accendino. Tuttavia, non riuscendo ad intimidire Di Matteo, sarebbe avvenuto l'irreparabile. Dunque, se la versione risultasse veritiera, avrebbe agito per autodifesa e non mosso da passione - avendo anche negato la sua relazione con Lilia Bayzigitova, ex-convivente della vittima, con la quale ha avuto un figlio che ora ha 4 anni, ritenuta la causa scatenante della tragedia. Intanto, le testimonianze dei figli di Di Matteo, della Bayzigitova e della donna con la quale conviveva da un anno e mezzo, Antonietta Esposito, rendono le indagini più complicate del previsto. «Nei giorni corsi Raffaele aveva litigato con il fratello di Di Balsamo ed era stato minacciato di morte» dice la Esposito, ma successivamente all'episodio tutto tornò alla normalità e nessuno avrebbe sospettato risvolti tragici come quelli della sera di giovedì scorso. Ci sarebbero stati anche litigi con Lilia Bayzigitova, che viveva in una casa di proprietà dello stesso Di Matteo sita proprio nel cortile dove lui gestiva la sua attività. Il motivo sarebbe stato il viavai di gente dall'abitazione, che avrebbe infastidito non poco la vittima, che durante l'ultimo litigio avrebbe detto alla sua ex-convivente «Ora fai venire 'o compare tuo!» I figli di Di Matteo sono convinti che si stesse riferendo a Di Balsamo, la Bayzigitova, a sua volta, nega che l'assassino fosse il suo amante, sostenendo che la loro relazione fosse di pura amicizia. L'unica certezza alla quale sono pervenuti gli investigatori è che la sera in cui Di Balsamo ha ucciso Di Matteo, quest'ultimo sarebbe entrato in casa della sua ex- convivente minacciandola. L'arrivo dell'assassino poco dopo non è giudicato dai parenti della vittima come casuale. Per stabilire ciò, tuttavia, si attende che vengano consultati i tabulati telefonici, che riveleranno se ci sono stati contatti fra Di Balsamo e la Bayzigitova, successivi al litigio di questa con Di Matteo. ©Riproduzione riservata