Domenica 20 agosto 2017 11:55

Preso il boss Cuccaro a Barra, ma gli abitanti tentano di impedire l’arresto




NAPOLI - Arresto eccellente, non senza difficoltà, dei carabinieri di Torre Annunziata. I militari hanno catturato nella notte il latitante Luigi Cuccaro, reggente dell'omonimo clan napoletano, operante nell'area della periferia orientale della città. I militari lo hanno scovato nella sua "roccaforte" a Barra, in casa del cognato, all'interno di un nascondiglio ricavato tra le pareti dell'ingresso, a cui si accedeva rimuovendo un attaccapanni. Cuccaro era lì per incontrare la moglie e il figlio piccolo in occasione di una festa organizzata per il suo onomastico. Quando si è reso conto di essere senza scampo, il latitante è venuto fuori con la sua carta d'identità in mano, dicendo ai carabinieri: «Sono Luigi Cuccaro». Il latitante è accusato, insieme al fratello latitante Michele, di vari reati, tra i quali spicca l'omicidio di Ciro Veneruso, detto "O' baffone", elemento di spicco del clan Aprea, ucciso il 26 luglio del 1996 a poca distanza da Palazzo Magliaro, la roccaforte dei Cuccaro. "O' baffone" fu sorpreso dai killer in sella a una moto di grossa cilindrata e fu ucciso a colpi d'arma da fuoco. Luigi Cuccaro era ricercato da due anni: è destinatario di tre ordinanze di arresto emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia per omicidio, associazione per delinquere di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e al contrabbando. I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata erano sicuri di poterlo scovare nel suo feudo, a Barra, dove gode di un enorme appoggio. I militari hanno riscontrato tale supporto anche al momento dell'arresto, quando le urla di dolore dei parenti di Cuccaro, come un allarme, hanno chiamato in strada almeno una sessantina di persone che si sono riversate davanti la palazzina dove il latitante è stato preso per impedire che il boss venisse portato via. Tutto inutile, il boss è stato portato via da un auto dell'Arma. © Riproduzione riservata