Venerdi 18 agosto 2017 21:59

Manifesto choc del Sap sulla morte di Davide Bifolco: «Ha osato contrastare la nostra forza»




NAPOLI - «Quella sera Bifolco Davide è morto, come altri in precedenza, perché ha osato contrastare la nostra forza, il nostro ordine». Così è scritto su un manifesto del Sap, apparso per le strade di Napoli, in cui il sindacato - già famoso per le posizioni assunte sulle morti di Carlo Giuliani, Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi - usa parole sprezzanti nei confronti del ragazzo morto a 17 anni lo scorso settembre. Bifolco fu colpito da un proiettile esploso dalla pistola di ordinanza di un carabiniere, mentre fuggiva a piedi per le vie del Rione Traiano. Il messaggio contenuto nel manifesto è destinato a far discutere. «In occasione dell'inizio del processo per la morte di Bifolco Davide, vogliamo portare chiarezza in una situazione che ci sta stretta - scrive il Sap -. Nel caso della morte del giovane, come in quella di Uva Giuseppe, Giuliani Carlo, Aldrovandi Federico e tutti gli altri che possiamo ricordare, abbiamo lasciato la parola agli avvocati, ai mezzi di informazione e a tutti quelli che hanno cercato di addolcire la realtà». «Ora basta» tuona il sindacato, «vogliamo far udire la nostra voce, la voce delle forze dell'ordine. Ordine con la O maiuscola perché è quello che garantiamo e difendiamo. L'ordine voluto anche dalla classe politica e protetto anche attraverso l'uso della forza. Noi siamo quella forza, noi siamo il braccio armato dello Stato». «Ci siamo stancati - prosegue il Sap - di avallare teorie che parlano di colpi partiti accidentalmente e altre menzogne simili». Per il sindacato autonomo Bifolco, Aldrovandi, Uva, Cucchi, Giuliani sono «morti che si potevano evitare ma per le quali non verseremo nessuna lacrima». «La maggior parte dei cittadini ci sostiene - è scritto sul manifesto - e noi usiamo queste armi in loro nome e in loro difesa». «Ci siamo stancati - conclude il Sap - di sentire parlare di morti dove alla nostra imperizia ad usare le armi o alla nostra sconsideratezza nell'usare la forza. Siamo addestrati per questo e la nostra professionalità non può e non deve essere messa in discussione in ogni caso. Questa è l'unica verità e l'unica giustizia. Il resto sono chiacchiere». Il Sap di Napoli, però, ha smentito la veridicità del manifesto. «Non è un nostro manifesto nella maniera più assoluta. Manca il nostro logo, mancano i riferimento del Sap e non è nostra abitudine commentare vicende che riguardano persone defunte» sono le parole di Enzo Della Vecchia, segretario provinciale del Sap, a Fanpage.it. Alla luce delle dichiarazioni di Dalla Vecchia resta da capire chi ha prodotto e affisso i manifesti. Per la morte di Davide Bifolco è a processo il carabiniere che impugnava la pistola da cui partì il colpo che ferì a morte il giovane. Il militare, che ha chiesto scusa ufficialmente alla famiglia, sostiene di essere inciampato al momento dello sparo. E' accusato di omicidio colposo e ha richiesto il giudizio con rito abbreviato. Esplora il significato del termine: L’udienza si terrà il prossimo 23 luglio davanti al gup Ludovica Mancini. Quel giorno dovrebbe esserci anche la sentenza. © Riproduzione riservata