Sabato 18 novembre 2017 00:04

Incendio sul Vesuvio, il vento alimenta i roghi: le fiamme riprendono vigore




TERZIGNO - Riprende vigore l'incendio che in questi giorni è divampato nell'area boschiva del Parco Nazionale del Vesuvio. Il vento sta ravvivando i focolai spenti stamattina sulle pendici del Vesuvio e sta dando nuova forza all'incendio che da qualche giorno sta tenendo in apprensione gli abitanti di diversi comuni della zona. Durante la mattinata si era arrivati ad un punto in cui le fiamme erano ritenute sotto controllo. Le squadre di terra del servizio anti incendio regionale stanno risalendo il versante per individuare ed estinguere i roghi mentre continua, incessante, l'azione degli elicotteri che ora attingono direttamente da alcune vasche d'acqua allestite nel campo sportivo del comune di Terzigno, costantemente alimentate da allacci alla rete idrica realizzati dalla Gori. A dare manforte ai volontari e ai vigili del fuoco anche il sindaco del comune vesuviano, Francesco Ranieri, il presidente del consiglio comunale e molti consiglieri. Agostino Casillo, presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ha fatto sapere che «quanto accaduto fa capire che è necessario un controllo assiduo dell'area in quanto ci sono alte probabilità che l'incendio sia di natura dolosa. Il fatto che è partito da quattro focolari fa pensare a un disegno criminale. La Forestale accerterà e individuerà i responsabili», ha concluso Casillo. Per Rosario Lopa, della Consulta Nazionale dell'Agricoltura, bisogna che i responsabili dei parchi, le istituzioni competenti si costituiscano parte civile contro gli incendiari. «Da oltre un decennio - sottolinea - incendiare i boschi è reato, ma finora le sentenze di condanna si contano sulle dita di una mano. E a bruciare sono stati, finora, soprattutto i parchi nazionali. Sul Vesuviano sono andati in fumo decine di ettari di bosco». «Per la Campania, e la Provincia di Napoli in particolare, va chiesto lo stato di emergenza, come -continua Lopa-  necessario è sempre più urgente un intervento legislativo da parte della Regione e del Parlamento, contro gli incendi boschivi che consenta alla magistratura un efficace azione contro i piromani». «Bisognerà chiarire anche la questione dell’acqua della vasca a Pianillo che è stata usata per spegnere l’incendio, come denunciato, tra gli altri, dall’ambientalista Francesco Servino». Il consigliere dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, si focalizza sulla scelta dell'acqua da usare per spegnere l'incendio. «E’ stato fatto per gestire l’emergenza, perché era più semplice e veloce prendere quell’acqua con l’elicottero piuttosto che andare a prendere l’acqua dal mare con i canadair, ma bisogna capire perché è stato necessario usare liquidi altamente inquinati e se non ci fossero altre possibilità. Non si riesce a capire, per esempio, come mai non siano state previste vasche da usare in caso di emergenza». © Riproduzione riservata