Lunedi 25 settembre 2017 02:50

Suicidio Tiziana Cantone: non rimosse i video hard, sito rinuncia a recupero spese

21 dicembre 2016



NAPOLI -  L'App Ideas Srl, società napoletana che edita il sito "www.chiccheinformatiche.com", non procederà più al recupero delle spese legali nei confronti della madre di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli suicidatasi il 13 settembre scorso in seguito alla diffusione sul web di video hot che la ritraevano.

La società, che in una nota si dice «conscia del tragico epilogo che ha colpito la famiglia Cantone», fu citata in giudizio dalla 31enne alcuni mesi prima del suicidio, affinché rimuovesse tutti i video porno che la riguardavano, ma vinse la causa in quanto il giudice civile di Aversa, con ordinanza emessa il 10 agosto scorso, ritenne che dalle notizie pubblicate dal blog di App Ideas non risultassero «riferimenti alla signora Cantone», tanto da escludere «ogni possibile lesione della sua dignità o reputazione». La giovane donna fu così condannata a pagare le spese legali di quasi 5mila euro all'App Ideas ma un mese dopo si suicidò.

A distanza di circa quattro mesi da quella decisione, la settimana scorsa, il legale della società in questione aveva chiesto alla madre di Tiziana il pagamento delle spese legali, notificando la copia esecutiva dell'ordinanza con la richiesta di ricevere in liquidazione le spese legali. Ciò fece scattare l'indignazione degli avvocati della mamma della suicida che ricordarono proprio come il pagamento delle spese legali potesse aver rappresentato per la 31enne il colpo di grazia alla sua psiche già provata da mesi di battaglia per far rimuovere da oltre cento siti i video incriminati.

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