Sabato 18 novembre 2017 16:58

Processo Fortuna Loffredo, si torna in aula. Un testimone racconta: «Sono stato il primo a vederla a terra»

22 febbraio 2017



NAPOLI - «Sono stato il primo a vedere Fortuna Loffredo a terra. Ero giù al palazzo e ho sentito un tonfo, poi ho visto il corpicino faccia a terra e l'ho riconosciuta dai capelli biondi. Era l'unica nel palazzo ad averli così». A raccontarlo nel corso dell'udienza cardine dell'intero processo sulla morte della bimba di 6 anni lanciata giù dal sesto piano dal balcone di una delle palazzina del Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014, davanti alla quinta sezione della Corte d'Assise di Napoli è un inquilino del palazzo. L'uomo sarebbe l'ex compagno della madre di Chicca dalla quale ha avuto un figlio.

All'epoca dei fatti l'uomo era ai domiciliari e poteva uscire di casa solo 3 ore ogni mattina, dalle 09:00 alle 12:00.

«Ero giù al palazzo a parlare con degli amici dell'Italia ai mondiali di calcio di quell'anno - ha ricordato - poi sono andato a prendere mio figlio per portarlo a giocare alle giostrine. Dopo è arrivata Mimma (mamma della bimba) con Chicca e con nostro figlio sono andati a prendere una pizza, poi sono tornati su a casa». «Quando Fortuna è caduta -ha spiegato - aiutavo le mie sorelle con la spesa. Ho sentito un tonfo secco, ma da dove stavo non potevo vedere. Poi tra i pilastri ho visto i capelli biondi di Chicca, il corpo era a faccia in giù, sono arrivato a 2 metri con la bicicletta e capito cosa era successo. Ho iniziato a gridare, chiedendo di chiamare un'ambulanza. Poi ho chiamato Mimma, urlando verso il suo balcone».

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