Mercoledi 13 dicembre 2017 00:56

Vesuvio, allerta dei vulcanologi «è di nuovo pericoloso». E’ polemica sui piani di evacuazione




NAPOLI - Si torna a parlare della pericolosità del vulcano che domina il golfo di Napoli, il Vesuvio. A farlo due vulcanologi italiani, Giuseppe Mastrolorenzo e Lucia Pappalardo che, in uno studio pubblicato su “Nature”, sostengono che la sacca magmatica, ospitata in una caldera a una profondità di 10 chilometri tra il Vesuvio e i Campi Flegrei, potrebbe risalire in superficie dando luogo ad una eruzione. A testimonianza di quanto stabilito dai due vulcanologi il fatto che nell'arco di 10 anni, dal 2002 al 2012, il suolo nell'area interessata si sarebbe sollevato di almeno 20-30 centimetri. Allarmante però è anche la mancanza di piani di evacuazione così come conferma il consigliere regionale Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli «il piano del Vesuvio non è stato mai aggiornato in modo concreto informando le popolazioni locali. Quello dei Campi Flegrei non esiste per non parlare di quello di Ischia mai neanche ipotizzato». Una cosa seria dal momento che nell'area interessata si contano 3 milioni di abitanti. D'altro canto immediata è la risposta della Protezione Civile che assicura «i piani di emergenza, che non sono strumenti calati da Roma ma il risultato del lavoro congiunto di tutti i livelli territoriali, per Vesuvio e Campi Flegrei esistono, da anni, e sono entrambi attualmente in corso di aggiornamento. In particolare - continua la nota del dipartimento della Protezione Civile - come ogni cittadino che sia davvero interessato all'argomento e non solo per fare strumentale polemica può approfondire nelle sezioni dedicate sul sito istituzionale www.protezionecivile.gov.it, negli ultimi anni, non senza difficoltà, il dipartimento nazionale, in stretto raccordo con la struttura regionale di protezione civile e con l'Ingv, ha avviato numerose attività per l'aggiornamento della pianificazione: ridefinizione delle zone rosse sulla base del nuovo scenario scientifico di riferimento, aggiornamento a tutti i livelli dei numerosi elementi di cui si compone il piano globale, ridiscussione con le Regioni dei gemellaggi, individuazione di una corretta veste giuridica per la pianificazione finale. Per non parlare dei corsi di formazione per i tecnici comunali, per il personale delle strutture operative territoriali e delle componenti del sistema di protezione civile coinvolte quotidianamente nelle attività di preparazione e pianificazione». © Riproduzione riservata