Domenica 22 ottobre 2017 20:12

Sequestrato il resort della Beneduce a Vico Equense: «Non sono io la proprietaria»




NAPOLI - Risale alla giornata di ieri il sequestro di un'area di 12mila metri quadri appartenente alla consigliera regionale di Forza Italia, Flora Beneduce, e a suo marito, ex-assessore regionale Dc, Armando De Rosa. Un fatto che avrebbe scatenato, secondo la Beneduce, un'accesa polemica tramutatasi in una «speculazione politica». Queste le parole utilizzate dalla consigliera di Fi, che ha comunque precisato di nutrire una «piena fiducia nel doveroso lavoro della magistratura». Ma l'idea di esser finita sotto i riflettori non le va giù, e tenta di far chiarezza sulla questione, spiegando che si tratta di «una vicenda che si trascina da anni, che riguarda un immobile del quale non sono neppure proprietaria e che - aggiunge - attiene ad investimenti di valorizzazione di una struttura ricettiva in un'area a forte vocazione turistica, non certo di una industria inquinante». Per quanto riguarda gli interventi abusivi all'interno dell'area in questione, la Beneduce ha sottolineato che sono stati invece effettuati «nel rispetto delle norme e sui quali, ad ogni puntale rilievo, ci siamo immediatamente attivati per fare chiarezza sulla loro legittimità.». Ciò che ha mandato su tutte le furie la consigliera, sarebbero tuttavia delle presunte critiche piovute dalla sinistra locale: «Ho trovato fuori luogo criminalizzare, come hanno fatto alcuni esponenti della sinistra, una piscina fuori terra temporanea, smontabile ed autorizzata, oppure far passare per scavo un livellamento del terreno di 20 centimetri: opere per quali, al pari di tutti i lavori eseguiti per rendere l'intera struttura confortevole ed attrattiva, sono state espletate tutte le pratiche che la nostra incredibile burocrazia impone». Nonostante tutto, la Beneduce ha specificato che qualora «dovesse risultare qualche irregolarità, non perderemo un solo secondo a ripristinare lo stato dei luoghi», ma, di contro, ripone la massima fiducia nei suoi legali, coi quali promette «continueremo a perseguire quella veritas cui ogni procedimento dovrebbe tendere».