Domenica 19 novembre 2017 00:17

Uccisa dal marito a Sant’Antimo, la confessione del 33enne: «Non volevo uccidere Stefania, il colpo è partito accidentalmente. Io l’amavo»
Nonostante la confessione a sua discolpa dichiarando l'amore per la moglie e che si è trattato di una disgrazia, il gip del Tribunale di Napoli Nord ha deciso che l'uomo resta in carcere




NAPOLI - «Il colpo di pistola che ha ucciso Stefania è partito accidentalmente, non volevo ucciderla, gli ho solo fatto vedere l'arma che portavo perché avevo paura di mio suocero, lei voleva sfilarmela dalle mani e così è accaduta la disgrazia. La mattina ci eravamo dati anche un bacio. Io l'amavo». E' questa la confessione davanti al gip di Napoli Nord di Carmine, il 33enne accusato di avere sparato ed ucciso la giovane moglie di 28 anni in auto a Sant'Antimo, nel corso dell'interrogatorio di garanzia tenutosi fino a poco fa nel carcere di Poggioreale.

«Mio suocero - ha continuato - mi stava ammazzando in cucina, a casa sua, alla presenza del maggiore dei miei figli: se sono vivo, lo devo a Stefania: spostò la mano del padre all'ultimo momento e il proiettile uscì dalla finestra».

Un racconto che non ha fatto cambiare idea al giudice che ha deciso che l'uomo resterà in carcere dovendo rispondere di omicidio aggravato dai maltrattamenti.

«Quella del gip si tratta di una decisione che ci aspettavamo», ha dichiarato l'avvocato dell'indagato che ha comunicato che nei prossimi giorni presenterà ricorso al Tribunale del Riesame.

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