Mercoledi 22 novembre 2017 02:38

Corteo per le unioni civili anche a Napoli al grido di #SvegliatiItalia




NAPOLI - Corteo per i diritti delle persone gay anche a Napoli. Slogan e striscioni, carro per gli interventi politici, musica e palloncini: così è il corteo per le unioni civili nel capoluogo partenopeo in concomitanza con altre 100 città italiane lanciato da Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit, con l'ashtagh #SvegliatiItalia. La manifestazione, iniziata alle 16:30 in piazza Carità vede la partecipazione di migliaia di persone che lentamente sfilano in direzione di piazza del Plebiscito, davanti la Prefettura. Tra gli slogan intonati "La sostanza e l'uguaglianza non ci basta, Cirinnà noi vogliamo parità" e al grido di "È ora di essere civili", i manifestanti fanno suonare sveglie e cellulari per dare una scossa su uguaglianza e diritti. Per Arcigay «Napoli è l'unica città ad aver organizzato una marcia -  spiega Antonello Sannino, presidente Arcigay Napoli - Ancora una volta diamo una lezione al paese, altro che insulti Sarri- Mancini». Quanto all'arcobaleno di luci in piazza del Plebiscito in risposta al Pirellone di Milano sul quale è comparsa la scritta family day ,è una bufala. Com’è ovvio si tratta dell’illuminazione natalizia che, finite le feste, il Comune ha deciso di lasciare come disegno di luci della piazza così come accade in molti luoghi simbolo delle città europee. «Come per le opere d’arte, poi, l’interpretazione è soggettiva – dicono da Comune - Se qualcuno ci ha visto l’arcobaleno dei diritti omosessuali nulla in contrario, ma non c’è stata nessuna intenzione o strategia ad hoc». E proprio qui, in piazza del Plebiscito, ad attendere il corteo Riccardo Magi e Filomena Gallo, rispettivamente segretario di Radicali Italiani e segretaria dell'Associazione Luca Coscioni che hanno dichiarato «Come Radicali crediamo che l’unico vero strumento di contrasto alle odiose discriminazioni che investono le famiglie e le coppie dello stesso sesso sia una riforma organica del diritto di famiglia che passi per la completa estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali. Per questo, respingiamo con forza qualsiasi compromesso su una legge, come il ddl Cirinnà, che rappresenta il minimo sindacale rispetto al chiaro invito a garantire a tutti i cittadini il pieno diritto a una vita familiare rivolto dalla Consulta al legislatore ormai 5 anni fa e rimasto finora inascoltato. Agevolare l’iter parlamentare del ddl sulle unioni civili con soluzioni al ribasso significherebbe consegnare all’Italia una legge zoppa, boicottando questo primo passo verso l’affermazione piena di diritti che milioni di italiani attendono ormai da troppo tempo, mentre nel resto d’Europa sono già una realtà». «Noi Radicali - continuano - non possiamo non ricordare quanto accadde più di 40 anni fa con il divorzio. Come oggi, anche allora c’era chi additava quella legge come una minaccia alle fondamenta della famiglia. Non solo dal risultato del referendum fu subito chiaro che gli italiani non avevano abboccato all’amo dei profeti di sciagure. Ma ben presto - concludono - si capì anche che quella legge non aveva indebolito ma rafforzato la famiglia, facendo sì che ne nascessero altre e felici. Proprio come accadrebbe con il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso, perché l’estensione dei diritti fa bene sempre e a tutti». © Riproduzione riservata