Napoli, rifiutava cibo da giorni. Detenuto 36enne muore in ospedale

23 gennaio 2017

NAPOLI - Rifiutava cibo da giorni, ma ciò non gli è valsa la scarcerazione fino all'aggravarsi irrimediabile delle sue condizioni. Così, un 36enne romano, condannato a una pena di 23 anni per l'omicidio di G.C. avvenuto a Roma nel 2013, ha perso la vita.

L'uomo, per il quale era stato disposto il trasferimento dal carcere di Livorno, ormai ritenuto non idoneo a ospitare il detenuto, che intanto era finito in coma, è stato trasportato in un primo momento al centro clinico della casa circondariale di Secondigliano, a Napoli.

Tuttavia, dopo il suo arrivo le condizioni sono peggiorate, costringendo l'amministrazione penitenziaria a disporne il trasporto prima al Cardarelli e, successivamente all'ospedale San Giovanni Bosco, dove ha trascorso gli ultimi giorni di vita.

Inutili, a loro tempo, le richieste di trasferimento in ospedale inoltrate dal suo avvocato difensore, Dario Vannetiello, prima alla amministrazione penitenziaria e, successivamente, al primo presidente del Tribunale di Roma. Contestualmente all'istanza di scarcerazione erano state sottolineate le gravi condizioni in cui versava l'uomo, finito già in coma.

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