Mercoledi 23 agosto 2017 06:10

Suicidio Tiziana Cantone, istanza del Garante della privacy a Google e Yahoo

23 febbraio 2017



NAPOLI - Avviata da parte del Garante per la privacy un'istruttoria sul caso di Tiziana Cantone, la ragazza di 31 anni di Mugnano di Napoli che si tolse la vita, il 13 settembre scorso, dopo la diffusione in rete di alcuni suoi video hard, per chiedere ai principali motori di ricerca (Google e Yahoo) di giustificare le ragioni per le quali sugli stessi risultino ancora indicizzate pagine sulle quali sono pubblicate immagini e/o video pornografici associati al nome della ragazza.

In particolare è stato chiesto a Microsoft Corporation Inc. (titolare del motore di ricerca Yahoo) e Google Inc. (titolare del motore di ricerca Google), non solo di riscontrare le richieste formulate dalla madre delal giovane, ma anche di indicare quali sistemi abbiano usato e quali intendano in futuro utilizzare per addivenire alla deindicizzazione delle pagine che illegittimamente pubblicano video e immagini pornografiche associandole a Tiziana Cantone.

«Il nostro obiettivo​ è quello di ottenere l'eliminazione dal web di tutte le immagini oscene e di tutti i video pornografici che ritraggono la povera Tiziana. Sappiamo che questo obiettivo sarà molto difficile da raggiungere». Ha spiegato l'avvocato difensore della mamma della 31enne, nel procedimento davanti all'Autorità per la protezione dei dati personali. «I siti che tuttora pubblicano i video e le immagini incriminati - spiega - hanno spesso sede in Paesi estranei all'Unione Europea, fuori dalla competenza del Garante per la protezione dei dati personali e in ogni caso in Paesi nei quali la normativa sulla privacy non assicura ai singoli le medesime garanzie di quella europea. Ad ogni buon conto, raggiungeremmo un risultato straordinario se solo riuscissimo ad ottenere la deindicizzazione dai principali motori di ricerca». «Questo - conclude l'avvocato - li renderebbe di fatto inaccessibili all'utenza comune. Pertanto siamo fiduciosi nella possibilità che venga condivisa anche dalle Autorità competenti un'interpretazione della normativa di riferimento che riconosca la dovuta centralità ai diritti incomprimibili della persona».

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