Giovedi 19 ottobre 2017 11:03

Bizzozero fa dietrofront: «Chiedo scusa ai napoletani, ma non volevo offendere»
In un'intervista rilasciata a Radio Kiss Kiss il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, fa dietrofront sulle dichiarazioni anti Napoli e chiede scusa

23 marzo 2017



«Non ho scritto tutto quello che penso su Napoli, ad esempio non ho scritto che è una città splendida. C’era un solo modo per accendere l’attenzione sulla città e sull’Italia intera, che sono realtà totalmente fallite». Claudio Bizzozero fa dietrofront. Il sindaco di Cantù, intervistato da Radio Kiss Kiss, cerca di ridimensionare le sue dichiarazioni offensive nei confronti di Napoli. «Comprendo che le mie parole possano aver causato rabbia, ma volevo accendere i riflettori su un problema, se non l’avessi fatto così nessuno mi avrebbe ascoltato. Mi ha scritto un vostro concittadino. Salvini è venuto a prendermi per il naso, i napoletani hanno fatto bene a rispondergli come hanno fatto, io non sono leghista, che lo sappiano i napoletani».

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«L'Italia è una fogna»

«Napoli è una della città con un livello di criminalità che fa paura - aggiunge Bizzozero -, al di là dei discorsi sulla pulizia che sono migliorati, magari in questi cinque anni è stato fatto un miracolo, ma la camorra continua ad avere un ruolo importante nella città e in tutta l’Italia. Quelli che la storiografia italiana chiama briganti, io li chiamo patrioti. Garibaldi era un avventuriero, che è venuto al Sud a stuprare gente e fare fosse comuni. Allo stesso modo la mia terra è stata invasa dai francesi, quindi conosco bene la Storia del nostro paese. L’Italia intera è una fogna, non solo Napoli!».

«de Magistris mi querela? Incontriamoci»

La sua sortita gli varrà una querela dal Comune di Napoli e una class action dai cittadini partenopei. «Sfido de Magistris, se vuole querelarmi faccia pure, ma io credo che siamo dalla stessa parte. Il sindaco oltre a querelarmi mi incontri, e si metta a capo di un movimento comune che lotti per l’autonomia dei nostri territori che stanno morendo di statalismo. Io chiedo scusa ai napoletani per i termini utilizzati, ma, lo ripeto, la mia intenzione era accendere i riflettori su un problema importante che è quello del nostro paese, che va a rotoli». «Farei un altro post per chiarire - conclude -, ma Facebook mi ha bloccato tutti i profili dopo le segnalazioni dei napoletani. Negare che le cose che ho scritto sono vere, al di là, è dura: non si può negare la camorra, la disoccupazione, la criminalità che c'è a Napoli».

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