Giovedi 21 settembre 2017 07:08

Il Tesoro di San Gennaro è di Napoli, accordo firmato tra Curia e Deputazione




NAPOLI - «San Gennaro è della città». La frase è contenuta nell'accordo, sottoscritto tra la Curia di Napoli e la Deputazione del Tesoro di San Gennaro. Il documento è stato firmato oggi dai rappresentanti della Deputazione e l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe. Grazie all'accordo. Le parti si sono incontrate presso l’Episcopio in piazza Donnaregina per raggiungere un'intesa che mettesse fine alle polemiche sorte nelle scorse settimane a seguito di un decreto del ministero dell'Interno che di fatto mutava l'assetto di governo della Cappella di San Gennaro. In base a quanto deciso oggi, l'organismo laico che da cinque secoli gestisce la Cappella del Santo Patrono continuerà a mantenere la sua funzione e indipendenza nella composizione. Il documento, bilateralmente sottoscritto, esorta alla modifica del decreto Alfano, che avrebbe imposto oltre alla nomina dei discendenti delle famiglie nobili della città, anche membri della Curia, facendo così perdere quel carattere di laicità e autonomia alla Deputazione. L'atto riconosce «che la Cappella è un ente non ecclesiastico di fondazione e dotazione laicale sorto con beni patrimoniali di esclusiva fondazione laicale sul quale persiste il diritto di patronato della città di Napoli esercitato attraverso la Deputazione». Ora le parti auspicano «che il ministero degli Interni tenga conto delle peculiarità e favorisca un epilogo che possa ridare serenità alla città di Napoli, scossa dalle ultime vicende relative alle incertezze inerenti alla qualificazione giuridica della Cappella e al governo della stessa». La firma di quest'oggi, in pratica, chiude la questione. Il ministro difficilmente sconfesserà un documento firmato da entrambe le parti e, così, il Tesoro di San Gennaro resterà della città. © Riproduzione riservata