Venerdi 17 novembre 2017 23:46

Napoli, accoltellato a scuola dal compagno: follia a Fuorigrotta
Uno studente di 14 anni è stato accoltellato tra i banchi di scuola da un compagno, il fatto si è verificato all'istituto Augusto Console di Fuorigrotta

23 maggio 2017



NAPOLI - Accoltellamento tra i banchi, a Napoli, in una scuola media inferiore. Uno studente di 14 anni dell'istituto Augusto Console di via Terracina a Fuorigrotta è stato ferito al gluteo da un compagno con un colpo di lama. Un episodio sinistro che evidenzia come la violenza e il bullismo possano imperversare già nelle aule scolastiche delle scuole frequentate da giovani nei primi anni dell'adolescenza. Il fatto è aggravato dalla leggerezza con cui si è consumata l'aggressione. «Quando gli ho chiesto 'cosa hai fatto? Lui mi ha risposto 'cosa ho fatto? ...Non ho fatto niente'. Non si è reso conto della gravità del suo gesto», ha dichiarato all'Ansa il dirigente scolastico reggente della scuola media, Armando Sangiorgio. Interrogato dalla Procura per i minori l'aggressore ha dichiarato di aver usato il coltellino, con una lama di 6-7 centimetri, solo per controllare se fosse effettivamente in grado di tagliare.

È successo durante la lezione

Il fatto è maturato all'improvviso, durante una lezione. I due erano seduti l'uno accanto all'altro quando il tredicenne ha estratto il coltello e ha colpito il compagno. Il tutto è avvenuto mentre in classe c'erano i professori. La vittima non ha denunciato subito l'accaduto: ha chiesto di andare in bagno dove si è accorto che perdeva sangue. A quel punto è scattato l'allarme. I genitori dell'aggredito, informati dell'accaduto, hanno denunciato l'accoltellamento al commissariato San Paolo di Fuorigrotta. L'autore del gesto è dipinto da chi lo conosce come un bravo studente, Frequenta la terza media e si è già iscritto alle superiori. L'unico neo sono gli atteggiamenti da bullo che ha assunto in più occasioni.

«Il ragazzo può essere recuperato»

«É un episodio da biasimare - dice ancora Sangiorgio- ciononostante abbiamo il dovere di capire il suo malessere e tentare di risolverlo. Perché come padre, educatore e dirigente, sono convinto che il ragazzino può essere recuperato». Anche le dichiarazioni del  dirigente scolastico regionale Luisa Franzese sono del medesimo tenore. «Non si tratta di un ragazzo violento - sottolinea - ma di un ragazzo con difficoltà familiari e con un forte temperamento. Adesso dobbiamo lavorare per capire perché aveva un coltello in tasca. Quanto accaduto merita una analisi più approfondita. Ho già incontrato il dirigente scolastico con il quale abbiamo concordato che ora è necessario capire cosa si può fare per lui e cosa, eventualmente, non è stato fatto».

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