Tangenti ed appalti: sei arresti nel napoletano. Indagato anche il sindaco Zinno




SAN GIORGIO A CREMANO (NA) - Nei confronti di sei persone, esponenti politici e funzionari del Comune di San Giorgio a Cremano, gli agenti del commissariato di polizia di Stato di San Giorgio a Cremano e della squadra mobile della Questura di Napoli stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. I reati ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata alla concussione e alla turbativa d'asta. Nel mirino degli inquirenti gli appalti del Comune. Da indiscrezioni sarebbero state notificate informazioni di garanzia anche a carico dell'attuale sindaco, Giorgio Zinno e del suo predecesiore, Mimmo Giorgiano. Gli agenti di polizia hanno eseguito questa mattina presto anche una perquisizione in casa del sindaco Zinno alla ricerca di documenti utili all'indagine che vede coinvolto l'ufficio tecnico comunale e l'avvocatura. Secondo quanto accertato migliaia di euro, computer e gioielli in oro venivano offerti in cambio di aiuti nell'aggiudicazione degli appalti. Inoltre per gli investigatori, per avvantaggiare le imprese nell'aggiudicazione delle gare si ricorreva a un escamotage consistente nella modifica dei punteggi riconosciuti in sede di valutazione dell'offerta economica più vantaggiosa. In numerose occasioni i funzionari infedeli si sarebbero interfacciati direttamente con il responsabile tecnico delle ditte da favorire, contribuendo concretamente alla compilazione del computo metrico da allegare all'offerta a cura delle imprese che partecipano alla gara. «Sono completamente estraneo alle vicende contestate» è la prima dichiarazione a caldo del sindaco di San Giorgio, Zinno «Sono state emesse diverse misure di custodia cautelare per dipendenti dell'ente ed imprenditori, ma nessun provvedimento di questo genere è stato preso nei confronti di amministratori ed ex amministratori, come invece riportato da organi di stampa». «In questo momento - continua il primo cittadino indagato - sono, come tutti i giorni, al lavoro nel mio ufficio al Comune per lavorare nell’esclusivo interesse della città. Esprimo, nella massima serenità, piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che stanno svolgendo questa indagine ed attendo di essere messo da loro a conoscenza di ulteriori e più chiari elementi prima di dare un giudizio su quanto sta avvenendo in queste ore. Sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento: il Comune che mi onoro di guidare è una casa di vetro e l’assoluta trasparenza è il cardine della mia azione amministrativa». Sull'episodio si è espresso il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle che ha precisato che l'inchiesta è partita dal Movimento quando già lo scorso febbraio avevano denunciato alla Procura della Repubblica alcune irregolarità sugli appalti «Queste denunce noi le abbiamo fatte a febbraio 2015. Se in questi anni ci fosse stata un'opposizione nazionale a Berlusconi - ha aggiunto - e quelle locali di Forza Italia al Pd, probabilmente le inchieste sarebbero scattate. Il problema della corruzione è che si tenevano tutti per mano». © Riproduzione riservata