Movida violenta, si va verso la chiusura dei baretti di Chiaia all’1,30
l presidente della municipalità Chiaia-Posillipo, De Giovanni, è pronto ad emanare un'ordinanza per imporre la chiusura dei locali all'1,30 nel weekend.

23 novembre 2016

NAPOLI - Movida violenta. Fracassona. Maleducata. Gli aggettivi si sprecano per definire l'ondata di giovani che, nel weekend, invade il quadrilatero tra via Fiorelli, via Cavallerizza, via Poerio e piazza dei Martiri. E sono tutt'altro che onorevoli. I "baretti" sono diventati un fastidio per i residenti e un incubo per i genitori. L'alcol circola a fiumi con ragazzi e ragazze, anche minorenni, che girovagano ubriachi fino a tarda notte. Una situazione del genere è il brodo di coltura ideale per una nuova microcriminalità, fatta di giovanissimi, che non esita a mischiarsi alla folla per scippare soldi e smartphone. Al fenomeno di illegalità si aggiungono i pusher che ci hanno messo pochissimo ad avviare il nuovo giro d'affari. Poi c'è il rumore. L'ubriachezza non fa rima con silenzio. E infatti il vociare continua fino a tarda notte, con picchi di urla e strilli, impedendo a chi abita da quelle parti di riposare. In alcuni condomini sono stati assunti una guardiania notturna per evitare che gli androni vengano invasi dal "popolo della notte".

Si va verso la chiusura all'1.30

La municipalità Chiaia-Posillipo, dinanzi all'assenza di provvedimenti da parte del Comune, è pronta ad attivarsi autonomamente per ridare decoro alle notti dei "baretti". Il neopresidente Francesco De Giovanni, emanazione del centrodestra, ha le idee chiare. «Ho deciso - ha dichiarato in una intervista a Il Mattino - firmerò un’ordinanza per limitare gli orari di apertura dei locali della zona della movida. Non è possibile che restino aperti fino all’alba: il caos che si genera in quelle stradine non è accettabile e, soprattutto, non è gestibile, per cui occorre una regolamentazione severa». Il giro di vite contro la movida fracassona e violenta dovrebbe iniziare dunque dagli orari. L'ipotesi più accreditata è uno stop fissato alle 00.30 nei giorni feriali e all'1.30 nel weekend. La normativa vigente permette alle amministrazioni di intervenire sugli orari di chiusura solo quando ricorrono pubblica necessità o emergenza. Due fattispecie che, secondo De Giovanni, sono riscontrabili nel caso dei "baretti".

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