Sabato 23 settembre 2017 16:42

Napoli, all’ospedale Pascale salvi 300 precari: prorogati gli incarichi dei ricercatori
Il direttore generale Bianchi: «È stata una scelta di responsabilità, nel nostro istituto l'attività di ricerca non può subire rallentamenti o interruzioni»

23 novembre 2016



NAPOLI – La perdita di 300 ricercatori sarebbe stato un colpo durissimo per la comunità scientifica dell’Istituto Nazione Tumori Pascale di Napoli, punto di riferimento indiscusso per i tanti pazienti affetti da malattie oncologiche provenienti da tutto il centro-sud. Fortunatamente, almeno per il prossimo anno, il pericolo sembra essere scampato grazie alla proroga dei circa 300 incarichi di ricerca in scadenza nel prossimo Dicembre.

Il direttore generale dell’istituto di cura e ricerca oncologica, Attilio Bianchi, ha accolto infatti la proposta del direttore scientifico Gerardo Botti, firmando la proroga ad altri 12 mesi degli incarichi di tutti i ricercatori e degli operatori di supporto. Una soluzione importante, sebbene non definitiva, presa nella piena consapevolezza di quanto sia fondamentale l’attività di ricerca all’interno di una struttura come il Pascale. «Abbiamo inteso rasserenare il clima all’interno del Pascale –spiega il direttore Bianchi – con un atto di assunzione di responsabilità, nella piena coscienza che per il nostro Istituto, l’unico Irccs pubblico della Regione Campania e il più importante istituto oncologico dell’Italia centro meridionale, non è in alcun modo pensabile di rallentare o interrompere le attività di ricerca, intimamente correlate alla nostra delicatissima attività assistenziale. Ringrazio i ricercatori e il personale precario che, anche in condizioni di incertezza, non hanno mai fatto mancare il proprio contributo alle attività loro assegnate».

La proroga degli incarichi, tuttavia, non risolve certamente il problema alla radice: la ricerca continuerà ad essere “precaria” finchè non verranno attivate procedure in grado di stabilizzare i centinaia di ricercatori impegnati in progetti scientifici nell’Istituto di cura dei tumori. «Auspichiamo – conclude il manager - che la scelta operata sia sostenuta in tempi brevi da coerenti provvedimenti istituzionali».

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