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Mamme dei bambini trapiantati al Monaldi, duro attacco a De Luca: «Gioca con la vita dei nostri figli»

24 febbraio 2017

NAPOLI - Federconsumatori e il Comitato Sanità regionale si schierano al fianco delle mamme dei bambini trapiantati all'ospedale Monaldi che promettono battaglia per ottenere il risanamento dell'unità trapianti pediatrici

Le famiglie puntano il dito contro la Regione Campania e i vertici della struttura sanitaria, responsabili a loro avviso del lento e inesorabile declino dell'unità trapianti. A nulla è servito l'incontro dello scorso 22 gennaio con i direttori Postiglione e Longo che, in seguito ai decessi di alcuni bambini trapianti al cuore nel nosocomio, avevano promesso alle mamme l'imminente approvazione di delibere per la gestione dell'emergenza, fissando per lo scorso 21 febbraio un ulteriore incontro che in realtà non è mai avvenuto. Un'autentica presa in giro, secondo le famiglie dei piccoli pazienti, convinte ormai che l'udienza di gennaio fosse «solo un modo per convincere i genitori a non tenere il presidio, programmato per il 23 gennaio, davanti la sede della Regione Campania».

Tra i principali responsabili chiamati in causa c'è il governatore Vincenzo De Luca che, denuncia una delle mamme, «ci prende in giro e si permette di disporre del tempo che potremmo dedicare ai nostri figli». Quel che è certo, secondo quanto denunciano i familiari, è che un centro di prima accoglienza come la struttura trapianti del Monaldi è attualmente in pieno declino e la situazione è andata via via peggiorando «da quando è cambiato il primario di cardiochirurgia pediatrica e da quando i medici esperti di cuore artificiale e trapianto nei bambini sono stati allontanati». I dati forniti dalle mamme sembrano confermare il loro allarme: l'ultimo caso di un bambino sopravvissuto ad un trapinato pediatrico risale a giugno 2014, dopodichè, «contiamo 8 morti». Otto bambini il cui destino, precisano, «non era segnato e che, in alcuni casi, avevano già subito il trapianto».

L'impegno del governatore a migliorare la qualità del servizio e valorizzare le professionalità è caduto evidentemente nel vuoto, ma le famiglie non si danno per vinte e continueranno a farsi sentire dai rappresentanti dell'istituzione regionale e della struttura sanitaria. «Abbiamo scritto al presidente De Luca, alla commissione Sanità, alla direzione dell'ospedale ma evidentemente ci sono poteri forti che nessuno si permette di osteggiare - concludono le mamme - Ma noi non ci fermeremo perché non intendiamo aspettare che accadano altre tragedie, la struttura sanitaria deve garantire l'adeguata assistenza».

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