Domenica 20 agosto 2017 02:31

Droghe leggere, il pm Woodcock: «Legalizziamole»




NAPOLI - Sono state chieste pene che vanno dai 4 ai 30 anni di reclusione dal pm Henry John Woodcock nell'ambito dell'inchiesta per droga che vede coinvolto il clan Polverino. Un processo, quello per il quale si è pronunciato stamane davanti l'undicesima sezione penale del Tribunale di Napoli il pubblico ministero, che riapre la porta ai dubbi riguardo gli effetti che avrebbe la legalizzazione delle droghe leggere sulla vita e sulle casse dello Stato. Però questa volta non sono associazioni, comitati o partiti a manifestare i propri dubbi su presunti effetti negativi di un tale provvedimento. Lo stesso Woodcock, infatti, nel corso della requisitoria ha detto «Le droghe leggere sono per la criminalità organizzata una fonte di arricchimento e un serbatoio di manovalanza. E anche un danno per lo Stato.  A questo punto, meglio liberalizzarle. Si eviterebbero anche tanti omicidi». Nonostante possano suonare come uno slogan, le parole del pm trovano un riscontro anche nei numeri. Con l'introduzione dell'economia illegale nella raccolta dati dell'Istat, nel 2011 si è potuto calcolare in 10,5 miliardi il Pil derivante dal mercato delle droghe. La legalizzazione, in questo senso, avrebbe effetti decisamente positivi sul rapporto deficit-Pil, ma non solo, rappresentando circa la metà del mercato degli stupefacenti, un'eventuale liberalizzazione rappresenterebbe a tutti gli effetti un vero e proprio colpo agli introiti della criminalità organizzata. Non bisognerebbe inoltre affrontare le spese per l'applicazione della legislazione proibizionista, che verrebbero anzi sostituite da imposte sulle vendite (Iva). Per non parlare del fatto che le sostanze acquistabili presso le basi di spaccio sono trattate con sostanze chimiche altamente dannose, quali acidi e droghe pesanti. Questo particolare tipo di trattamento riguarda l'amnèsia, un tipo di droga che si presenta come della normalissima marijuana, ma che nei fatti risulta eccessivamente dannosa per la salute di chi la consuma. Solo l'anno scorso a Napoli sono stati riscontrati diversi casi di ragazzini fra i 16 e 20 anni finiti in ospedale con danni cerebrali. In questo senso le parole del pm indicano una strada che permetterebbe di contribuire in una maniera totalmente nuova all'abbattimento del sistema economico delle mafie, fornendo allo Stato un busness che si stima intorno a diversi miliardi di euro e contribuendo alla diffusione e alla sensibilizzazione verso un utilizzo sano e moderato delle droghe leggere. ©Riproduzione riservata