Domenica 24 settembre 2017 17:32

Ciro a Mergellina, esplode il “caso tavolini”: licenziati in venti
Protesta dei dipendenti di Ciro a Mergellina, storico locale del lungomare di Napoli, contro la decisione di limitare il numero di tavolini

24 giugno 2017



NAPOLI - Hanno formato una catena umana intorno al locale dove lavorano, esponendo cartelli contro il Comune di Napoli. Sono i dipendenti di Ciro a Mergellina, lo storico chalet di via Caracciolo. In tanti rischiano il posto di lavoro a causa della decisione di Palazzo San Giacomo di limitare a venti metri quadri lo spazio per i tavolini del locale. La polizia municipale ha diffidato l'attività, ingiungendola di conformarsi entro cinque giorni. Il problema è di natura burocratica. Il Comune cataloga Ciro a Mergellina tra i chioschi, come quelli che di fronte vendono taralli e coloniali. Un'etichetta che non si addice ad un'attività che dà lavoro a decine di dipendenti. Il locale ha un bar, una pasticceria e una gelateria. Produce dolci e specialità che sono apprezzate in tutta Napoli. Di recente ha aperto un nuovo punto vendita a Londra che ha immediatamente riscosso successo in termini di pubblico. Senza tavolini, però, il business di Ciro a Mergellina rischia di essere seriamente ridimensionato.

«La mia attività offre lavoro a 72 dipendenti - spiega Antonio De Martino, proprietario dello chalet e nipote del fondatore Ciro - ma se il Comune non trova una soluzione diversa sono costretto a licenziare subito i 20 addetti al servizio tavoli ed è prevedibile che il mancato introito porterà ad altri licenziamenti».  Poi aggiunge: «Il regolamento comunale equipara il mio chalet ad un piccolo chiosco. Io occupo da anni, pagando regolarmente quanto dovuto per il suolo, oltre 120 metri quadri, e non potrei certo sostenere i costi del personale con i 20 previsti dalla normativa». La questione finirà nuovamente dinanzi al Tar, come era già successo nel 2015, quando il giudice amministrativo accolse il ricorso contro la decisione del Comune di negare la concessione.

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