Mercoledi 23 agosto 2017 04:10

Chiusura Scavi di Pompei, Franceschini insorge. Codacons presenta esposto in Procura




NAPOLI - Cancelli chiusi (poi aperti dal Soprintendente Osanna con l'aiuto di due custodi) agli Scavi di Pompei. Questa mattina i turisti hanno trovato gli ingressi serrati a causa causa di un'assemblea dei sindacati Fp Cisl, Filp e Unsa. Nessun cartello per avvisare i turisti che sono rimasti con un palmo di naso quando, arrivati in prossimità degli scavi, hanno trovato i cancelli chiusi. La protesta, riferisce l'Ansa, si è poi conclusa con una decisione inedita: i lavoratori della Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia lavoreranno a costi inferiori rispetto alle maestranze della Scabec (società in house della Regione Campania) a cui sarebbero state affidate le aperture straordinarie notturne. «Un danno incalcolabile  - ha dichiarato il ministro Dario Franceschini in una nota del Mibact - che rischia di vanificare quei risultati straordinari raggiunti nell'ultimo anno che hanno rilanciato l'immagine di Pompei nel mondo. Non è possibile organizzare assemblee a sorpresa per impedire che il sito resti aperto con personale in sostituzione, con il risultato di lasciare centinaia di turisti in fila sotto il sole. Chi fa così fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e soprattutto fa de male al proprio paese». Sulla stessa lunghezza d'onda Massimo Osanna, Soprintendente di Pompei, che, tramite un comunicato ha affermato: «La chiusura dei cancelli di questa mattina è stata un colpo basso e un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti. Nonostante la mia massima disponibilità al dialogo e a venire incontro alle esigenze dei sindacati questa mattina, venendo meno alle garanzie che mi erano state riservate , gli scavi sono rimasti chiusi. Quello di alcune sigle sindacali è un atteggiamento, a mio parere, irresponsabile. Le esigenze legittime dei lavoratori sono da rispettare e tutelare, ma non si può continuare a mancare di rispetto al pubblico che è quello che garantisce il lavoro stesso di chi protesta. Il confronto richiesto dai sindacati con l'amministrazione e il Ministero non può diventare prevaricazione e ricatto». L'indignazione del ministro e di Osanna non è l'unico segnale avverso alla decisione di chiudere i cancelli questa mattina. Il Codacons ha fatto sapere che domani presenterà un esposto alla Procura di Napoli, alla Corte dei Conti della Campania e alla Commissione di vigilanza sugli scioperi, denunciando i sindacati che, nella giornata odierna, hanno dato vita ad una assemblea impedendo l'accesso dei visitatori al sito archeologico di Pompei. «Abbiamo deciso - ha affermato il Presidente del Codacons Carlo Rienzi - di portare nuovamente all'attenzione della magistratura la situazione assai grave legata al caos generato dalle assemblee sindacali che, di fatto, tengono in ostaggio il sito archeologico più importante del mondo, oltre che patrimonio dell'Unesco, producendo un danno all'intero paese e rovinando l'immagine dell'Italia all'estero. Il comportamento delle sigle sindacali responsabili della chiusura di Pompei potrebbe configurare addirittura dei reati di natura penale, per i quali chiederemo alla Procura di procedere». In particolare l'associazione dei consumatori ipotizzerà il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, e quello di violenza privata in relazione alle conseguenze prodotte dall'assemblea sui turisti che hanno trovato l'accesso agli scavi sbarrato. «Tale situazione - ha concluso Rienzi - produce un danno economico all'intera collettività, rovinando l'immagine dell'Italia all'estero e riducendo il flusso di turisti nel nostro paese. Per tale motivo abbiamo investiremo della questione anche la Corte dei Conti, affinché valuti eventuali ripercussioni per le casse pubbliche». © Riproduzione riservata