Venerdi 18 agosto 2017 20:25

Usura, prestavano soldi ad imprenditori della Penisola Sorrentina: indagati 16 colletti bianchi
Agli imprenditori in difficoltà economiche erano applicati tassi superiori al 50 per cento. Tra gli indagati anche il figlio di un magistrato che condannò Silvio Berlusconi per frode

25 gennaio 2017



TORRE ANNUNZIATA (NA) - Prestavano soldi a imprenditori, chiedendo indietro somme con forti tassi usurari. Per questo a sedici persone, tra questi imprenditori e liberi professionisti, per lo più della Penisola Sorrentina, è stato notificato un avviso di conclusione indagini al termine di un'articolata attività investigativa coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, in provincia di Napoli.

Ad eseguire le misure i carabinieri della stazione di Piano di Sorrento e i finanzieri della tenenza di Massa Lubrense. Le accuse mosse sono a vario titolo di usura, riciclaggio, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, estorsione, truffa, ricettazione, millantato credito e calunnia.

Da quanto accertato, i movimenti finanziari avvenivano su carte ricaricabili Postepay.

Tra gli indagati anche il figlio di un pm che condannò Silvio Berlusconi

Tra i 16 indagati figura anche un avvocato, figlio di un magistrato della Cassazione che, nel 2003, condannò Silvio Berlusconi per frode fiscale.

Dalle indagini, inoltre, è emerso un articolato sistema di concessione di prestiti a piccoli imprenditori in difficoltà, i quali avrebbero ricevuto somme di denaro cui sarebbero stati poi applicati tassi superiori al 50 per cento.

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