Mercoledi 16 agosto 2017 23:51

Furbetti del cartellino al Loreto Mare traditi dalla tecnologia. Lorenzin: «Gli assenteisti? Una piaga della pubblica amministrazione»

25 febbraio 2017



NAPOLI - A mettere nei guai i cosiddetti "furbetti del cartellino" dell'ospedale Loreto Mare di Napoli, dove ieri 55 dipendenti sono stati raggiunti da un'ordinanza di arresti domiciliari, dei quali 50 dovranno recarsi al lavoro, è stata anche la tecnologia.

Dunque, non solo attraverso i tradizionali appostamenti, pedinamenti ed intercettazioni telefoniche, i carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità sono riusciti a stabilire che alcuni degli indagati non erano in ospedale, dove però la loro presenza era stata "certificata" invece da altri colleghi che avevano strisciato i loro badge. I militari hanno ricostruito gli spostamenti seguendo la scia lasciata dai loro telefonini, che nel corso della giornata hanno agganciato diverse celle telefoniche.

L'inchiesta è partita nel 2014 a seguito di un esposto anonimo contro tre medici che erano impiegati in ospedale con il "regime di esclusività", che non consente di poter svolgere attività privata.

Lorenzin: «Gli assenteisti, vera piaga della pubblica amministrazione»

Sull'episodio è intervenuto anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: «Ringrazio i Nas e i magistrati che hanno condotto l'operazione e smascherato gli assenteisti, vera piaga nella pubblica amministrazione. Quando l'assenteismo opera negli ospedali, poi, colpendo i cittadini più fragili e bisognosi di cure assume connotati di assoluta e non tollerabile drammaticità».

«L'ampiezza del numero degli arrestati e degli indagati - ha aggiunto - dimostra che c'è ancora molto da fare e il Governo è impegnato in prima linea contro i furbetti del cartellino, veri e propri professionisti dell'assenteismo, e molto sta facendo su questo fronte come dimostra il decreto Madia». In difesa dei pazienti il ministero della Salute, assieme ai Nas, ha affermato il suo totale impegno nel proseguire con i controlli per difendere la sanità pubblica, schierandosi dalla parte di chi sta male e ha diritto a ricevere le cure.

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