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Terremoti e rischio vulcanico in Campania, l’allarme dei geologi: «Informare i cittadini sui rischi»

25 febbraio 2017



NAPOLI - «Ci sono 233 comuni in Campania che devono ancora aggiornare i piani di emergenza comunale secondo la nuova normativa nazionale, ossia quel piano che garantisce la sicurezza della popolazione, che contiene tutte le informazioni, tutto il sistema di regole, il modello di organizzazione del Comune e tutto quanto riguarda la sicurezza in caso di emergenza. Eppure in Campania abbiamo un rischio sismico, sia vulcanico che idrogeologico». E' quanto ha dichiarato Gerardo Lombardi, vice presidente dell'ordine dei geologi della Campania e coordinatore della commissione della protezione Civile.

«Sia a livello regionale che nazionale - ha spiegato - spesso, da parte dei Comuni c'è la grave carenza nel non comunicare ai propri cittadini il piano di emergenza comunale. I cittadini, così, sono ignari dei pericoli e dei piani di evacuazione. Se la popolazione non è informata - ha aggiunto - non potrà mai difendersi adeguatamente dai rischi vulcanici, sismici, alluvionali e non saprà mai cosa fare in caso di un'emergenza. Si pensa sempre che non possa mai accadere a noi, ma è un ragionamento sbagliato». «Non bisogna dimenticare che in Campania oggi tutti i comuni, con l'aggiornamento della classificazione sismica, sono stati classificati, a diverso grado, a rischio sismico, e circa il 50% ha subito quantomeno un incremento di classe sismica - ha continuato Lombardi - oppure è stato classificata sismica una zona che prima non lo era. Ricordiamo che un milione di famiglie, vive in aree a rischio, mentre in aree a elevato rischio sismico abbiamo circa mille edifici pubblici e privati».

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