Venerdi 21 settembre 2018 23:12

Napoletani scomparsi in Messico, arrestati quattro agenti: rischiano 60 anni di carcere
Sono quattro gli agenti della polizia messicana arrestati dai colleghi in ordine alla scomparsa dei tre napoletani a Tecalitlan lo scorso 31 gennaio

25 febbraio 2018

CITTA' DEL MESSICO - Quattro agenti sono stati arrestati dai colleghi della polizia messicana in ordine alla scomparsa dei tre venditori ambulanti provenienti da Napoli scomparsi nel nulla lo scorso 31 gennaio. Sono gravati dall'accusa di sparizione forzata e rischiano dai 40 ai 60 anni di prigione. Emilio, Salomón, Fernando e Lidia sono i nomi degli agenti arrestati. Ancora irreperibile il capo della polizia locale, uccel di bosco dal momento dello scoppio del caso. La polizia ora indaga per ritrovare Antonio Russo, Raffaele Russo e Vincenzo Cimmino. Il timore è che i tre siano finiti nelle mani del Cartel Jalisco Nueva Generación (CJNG), l'organizzazione criminale egemone nella regione. «I poliziotti del Messico li hanno venduti per 43 euro di merda», afferma al Giornale Radio Rai Francesco Russo, figlio di Raffaele.

I tre sono scomparsi lo scorso 31 gennaio a Tecalitlan, nello stato di Jalisco. Erano arrivati nello Stato centroamericano per vendere utensili e macchine saldatrici di fabbricazione cinese. Da anni il più anziano dei tre girava il mondo in veste di venditore ambulante. La paura è che tale attività possa averli portati a pestare i piedi alla feroce organizzazione criminale che controlla il territorio dove si è verificato l'arresto e la successiva scomparsa. Oramai appare sicuro che i tre siano stati fermati dalla polizia messicana prima di essere inghiottiti da un buco nero.  Il pubblico ministero non ha spiegato i motivi che avrebbero spinto i poliziotti arrestati a consegnare i tre, spiegando che ulteriori dettagli saranno trasmessi ai giudici che si occuperanno delle udienze preliminari a Ciudad Guzmán.

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