Sciopero dei giudici di pace, cinque giorni di astensione a giugno




ROMA - L'Unione Nazionale Giudici di Pace e l'Associazione Nazionale Giudici di Pace hanno proclamato lo sciopero della categoria dal 6 all'11 giugno prossimo. L'astensione è stata ufficializzata tramite una nota in cui le organizzazioni, nel reiterare le loro richieste di stabilizzazione e di riconoscimento del loro ruolo istituzionale (continuità del servizio sino all'età pensionabile, piene tutele previdenziali ed assistenziali, congruo compenso, indipendenza del giudice ed autonomia degli uffici), denunciano il «comportamento reiteratamente scorretto del Governo, il quale, anziché disporre, in attesa della definizione delle procedure di conferma dei magistrati in servizio, la proroga nelle funzioni con decreto legge, unico strumento consentito dalla Costituzione, sta procedendo alla proroga medesima, eccedendo dalla delega ricevuta, mediante un decreto legislativo farraginoso, peraltro parzialmente attuativo di una legge parimenti affrettata, incostituzionale, contraria alle direttive comunitarie sul lavoro a tempo determinato ed a tempo parziale applicabili anche ai magistrati onorari sulla base di una vincolante sentenza della Corte di Giustizia Europea del 1° marzo 2012 (cd. caso O'Brien)». Nel frattempo, aggiunge la nota, «gli uffici del Giudice di Pace sono nel caos, a seguito del conferimento del potere di coordinamento ai Presidenti di Tribunale, i quali non possono certo garantire la costante presenza in ufficio, come elementari regole di buon andamento imporrebbero, essendo i medesimi già impegnati a tempo pieno nella gravosa direzione degli uffici di Tribunale. «Se il Governo non interverrà prontamente - conclude il documento -, accogliendo le nostre istanze e presentando i necessari aggiustamenti alla legge delega di riforma della magistratura onoraria e degli uffici del Giudice di Pace, si rischia il definitivo collasso della Giustizia». © Riproduzione riservata