Lunedi 25 settembre 2017 10:07

Tangenti e frodi per mense scuole, 11 arresti. Ai bimbi cibi cinesi e di qualità scadente




NAPOLI - Etichettavano confezioni di pomodori provenienti dalla Cina come prodotte in Italia. Questa è solo una delle circostanze emerse nell'ambito dell'inchiesta sulle mense scolastiche in Campania che ha portato, all'alba, all'esecuzione di un'ordinanza cautelare con 11 arresti, sei in carcere e cinque ai domiciliari, tre divieti di dimora e tre obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino, e dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto, è emerso che il cibo servito nelle mense scolastiche era di scadente qualità, in alcuni casi addirittura scongelato e poi ricongelato. È capitato talvolta che i bambini si sono sentiti male dopo aver pranzato in mensa a scuola. Ma non solo, gli inquirenti hanno anche scoperto episodi di dossieraggio allo scopo di estromettere concorrenti nelle gare di appalto per il conferimento del servizio di refezione. I fatti contestati si riferiscono a un periodo che arriva fino al 2012. L'operazione dei carabinieri, scattata all'alba nel napoletano, vede le persone coinvolte, tra questi un ex vicesindaco, imprenditori, funzionari e dipendenti di alcuni comuni della Campania e di una Asl, accusate avario titolo di corruzione, frodi, promessa di posti di lavoro e di aver fatto parte di una presunta associazione per delinquere che, in maniera irregolare, ha ottenuto appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno. Fra i reati ipotizzati nell’ordinanza in corso di notifica,oltre all’associazione per delinquere, vi sono anche quelli di turbata libertà degli incanti, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, frode in pubbliche forniture, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, estorsione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, grazie all'intervento di amministratori e dirigenti pubblici e con la complicità di altre persone, il gruppo otteneva l'aggiudicazione di appalti per la fornitura di pasti in scuole delle province di Napoli, Avellino e Salerno, determinando l'esclusione dalle gare delle ditte concorrenti, anche con la promessa di posti di lavoro per parenti e amici. © Riproduzione riservata