Giovedi 23 novembre 2017 14:06

“Welcome refugees”, il benvenuto di Napoli ai giovani migranti
Uno striscione esposto all'esterno della Questura ha salutato l'arrivo dei migranti. La raccolta di abiti e generi di prima necessità è andata oltre le più rosee aspettative.




NAPOLI - "Welcome refugees, Napoli is your home". Così recitava uno striscione, poi rimosso, esposto di fronte alla Questura in via Medina. La città si è stretta intorno ai 466 migranti sbarcati domenica mattina alla Stazione Marittima. Provenienti dall'Africa e scampati ad un naufragio che li avrebbe strappati alla vita, sono ora al sicuro. Alcuni sono rimasti a Napoli, altri sono stati dislocati in altri centri d'accoglienza sul territorio. In città sono rimasti 50 minori, di età compresa tra i 13 e i 17 anni.

SOLIDARIETA' NAPOLETANA - Per i 50 giovani rimasti in città, il Comune di Napoli ha indetto una raccolta di generi di prima necessità. La risposta della cittadinanza è andata oltre le più rosee aspettative. Il centro polifunzionale di Marechiaro, dove sono ospitati i minorenni di sesso maschile, è stato letteralmente inondato dagli abiti, gli asciugamani e gli spazzolini offerti dai napoletani. Tanto che, quando i depositi si sono riempiti. l'ente ha dovuto chiedere di non portare più niente. Tutto ciò avviene «mentre nel Ferrarese gli immigrati, 11 profughe di cui una incinta, sono stati accolti con proteste a barricate», dice all'Ansa Dylan De Chiara, un attivista del movimento Insurgencia.

SOLI E SENZA FAMIGLIA - Gli aiuti dei napoletani non saranno solo per gli ospiti di Marechiaro. Un altro gruppo è stato assegnato alle comunità convenzionate con il Comune tra Napoli, l'area metropolitana e Salerno grazie alla Rete di solidarietà e di accoglienza creata da Palazzo San Giacomo. Anche a loro arriveranno i beni raccolti e gli abiti contraffatti, sequestrati durante le operazioni di Polizia, che la Prefettura ha donato ai giovani migranti. «La particolarità di questa emergenza umanitaria – spiega l'assessore al Welfare Roberta Gaeta – è l'alto numero di adolescenti arrivati in Italia completamente soli, senza famiglia né legami di parentela». Napoli non si è dimenticata di loro, dando - ancora una volta - prova di grande civiltà. Ora, però, arriva la sfida più importante: l'inclusione di questi giovani nel tessuto sociale.

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