Martedi 26 settembre 2017 11:20

L’inchiesta “Fuorigioco” sconvolge il calcio, coinvolti De Laurentiis, Galliani e Lotito




NAPOLI - Un nuovo terremoto scuote il mondo del calcio italiano. La Procura di Napoli, nelle persone dei pm Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri, coordinati dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli, ha disposto un sequestro di somme di denaro, beni immobili e quote societarie, per un ammontare complessivo di oltre 12 milioni di euro nei confronti di 58 persone appartenenti al settore del calcio professionistico. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di Finanza, è il risultato dell'inchiesta "Fuorigioco", condotta dalla procura partenopea e finalizzata a scoprire un radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte, posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B nonché da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori. Secondo la Procura, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori. Tra i 64 indagati, riferisce l'Ansa, figurano l'ad del Milan Adriano Galliani, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e quello della Lazio Claudio Lotito, l'ex presidente e ad della Juventus Jean Claude Blanc. Tra i calciatori indagati il difensore della Nazionale attualmente in prestito dal Milan all'Atalanta, Gabriel Paletta, il centrocampista del Milan, Antonio Nocerino, l'attaccante dell'Atalanta German Denis, l'ex Pescara Fernando Quintero, l'ex attaccante del Napoli Ezequiel Lavezzi. Nell'elenco figurano anche i nomi di alcuni calciatori non più in attività: oltre a Hernan Crespo anche quello di Adrian Mutu e Diego Milito. Coinvolti anche diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi. Ad essere colpiti dai provvedimenti emessi dai pm di Napoli sono calciatori, i rispettivi procuratori e dirigenti di società sportive che, tra il 2009 e il 2013, si sarebbero resi responsabili, secondo l'ipotesi investigativa, «in maniera sistematica di reati tributari, mediante condotte fraudolente esclusivamente finalizzate a evadere il fisco». Le Fiamme gialle, oltre i sequestri, hanno eseguito una serie di perquisizioni presso le abitazioni e altri luoghi da loro frequentati da calciatori e i loro rispettivi procuratori coinvolti nell'indagine. Lo scopo del blitz è rinvenire eventuale documentazione bancaria e contrattualistica inerente ai fatti illeciti contestati ossia condotte fraudolente finalizzate a evadere il fisco. L'indagine era partita nel 2012 quando, nelle sedi del Napoli e della Figc, gli uomini della Gdf avevano acquisito i contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez, arrivato in azzurro dal San Lorenzo. Nel mirino degli uomini della procura, tra gli altri, ci sarebbero proprio alcuni procuratori argentini. Secondo l'ipotesi investigativa questi agenti «mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l'interposizione di società-schermo con sede anche in 'paradisi fiscali', distraendo i compensi ricevuti dalle legittime pretese erariali del paese di produzione del reddito, ossia l'Italia, e quello di residenza fiscale, cioè l'Argentina, delocalizzavano - si legge in una nota del procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli - i proventi derivanti dalle citate attività professionali». © Riproduzione riservata