Martedi 26 settembre 2017 07:31

Migranti in Campania: a Napoli risiede il 50% della popolazione straniera. Pronta all’accoglienza anche Capri

26 gennaio 2017



NAPOLI - Sono aumentati del 6,7% gli stranieri residenti in Campania al 1 gennaio 2015. In termini numerici sono oltre 200mila persone di cui il 54,3% è rappresentato da donne.

Nella provincia di Napoli, risiede il 50% della popolazione straniera residente, seguita dalla provincia di Salerno con il 22,3% e Caserta con il 19,1%. Provengono soprattutto dalla Romania e dall'Ucraina. In totale gli stranieri residenti in Campania totalizzano il 37% della popolazione residente in regione. Sono questi i dati del rapporto immigrazione 2015 della Caritas Migrantes in Campania.

Pronta all'accoglienza anche l'isola di Capri

Numeri che non tendono ad arrestarsi tanto che per il nuovo flusso di migranti anche l'isola di Capri è chiamata ad accogliere: massimo 45 unità, 23 per il Comune di Capri e 22 per il Comune di Anacapri. E' quanto ha illustrato il Prefetto di Napoli Gerarda Pantalone alle due amministrazioni dell'isola azzurra che sono state convocate insieme agli altri sindaci della provincia per fare il punto sulle problematiche legate al flusso dei migranti.

I sindaci di Capri ed Anacapri hanno reso noto che il Prefetto ha comunicato che, in base ai criteri di ripartizione previsto dal programma ministeriale rapportato al numero di abitanti residenti, il Comune di Capri dovrebbe ospitare fino ad un massimo di 23 migranti ed il Comune di Anacapri fino ad un massimo di 22 persone. «Il Prefetto ha chiarito che l'accoglienza - si legge nella nota dei due Comuni - dovrebbe essere garantita solo a chi avrà il requisito di rifugiato politico riconosciuto dalle competenti commissioni, già al lavoro, ed ha già suggerito alcuni accorgimenti che i Comuni potrebbero tenere in conto per ridurre i disagi ai soggetti interessati ed ai territori coinvolti. Tra questi l'opportunità di non concentrare i gruppi in accoglienza soprattutto in strutture uniche e poste nelle zone più centrali dei territori comunali, la necessità di dare avviso di quanto contemplato nelle disposizioni ministeriali e prefettizie per fornire ai privati le giuste informazioni, il coinvolgimento delle associazioni di volontariato e di assistenza presenti sul territorio per sollecitarle alla collaborazione».

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