Giovedi 21 settembre 2017 19:48

Inceneritori Casalnuovo, aumentano i tumori ma l’Arpac è assente




CASALNUOVO (NA) - Il comune di Casalnuovo è praticamente martoriato dai casi di malattie tumorali che negli ultimi anni stanno raggiungendo un tasso sempre più critico e preoccupante. Secondo i dati delle Asl campane, addirittura,  per la maggior parte dei casi, si tratterebbe di giovanissimi in età di pre-screening. La questione, fondamentalmente, è questa: l'aria di questa cittadina, che conta alcune migliaia di abitanti in poco più di 7 km quadrati, è resa irrespirabile dalla presenza degli inceneritori RamOil e Comasa. Pertanto, data la quasi totale assenza di controlli da parte dell'Arpac - l'ente che dovrebbe occuparsi del monitoraggio del tasso di inquinamento nell'aria - alcune associazioni, assieme al Sindaco, Antonio Peluso, e all'Asl, si sono prodigate nella redazione di una nota nella quale viene denunciato il grosso pericolo cui sono sottoposti gli abitanti del Comune di Casalnuovo e delle aree limitrofe ai due inceneritori. A muovere il primo passo, si legge nel comunicato, è stato proprio il primo cittadino che ha convocato una tavola rotonda «su richiesta del Coordinamento Comitati Fuochi, del Comitato C’avit accis a salut, delle Madri Coraggio -  dice il comunicato - Al tavolo avevamo richiesto la presenza delle istituzioni che dovrebbero proteggere la nostra salute, l’Asl e l’Arpac, e finalmente abbiamo avuto dati ed informazioni dal dottor D’Orsi, responsabile del Registro tumori campano e dal dottor Panico, entrambi a rappresentare l’Asl Napoli 2 Nord. Anche il comandante dei vigili urbani ha mostrato tutte le emergenze affrontate dal 2002 ad oggi» Tuttavia, dell'Arpac non s'è vista nemmeno l'ombra e, nonostante il ripetersi costante degli inviti, l'ente «non si è degnato di inviare nemmeno l’ultimo degli stagisti». Appunto per questo, l'assessore all'ambiente, Errichiello, ha mostrato in quante e quali occasioni il Comune ha richiesto gli interventi dovuti per la misurazione delle matrici ambientali. Alla luce di questo disservizio la coalizione di comitati, associazioni e l'amministrazione locale si sono espresse così nel comunicato.«Vogliamo capire perché qui si muore di cancro così facilmente e perché vediamo i nostri figli affetti da patologie rarissime, ma su questo territorio così concentrate! Vogliamo che il sindaco metta in mora l’Arpace che al prossimo incontro ci dicano perché la notte l’aria puzza e non si può respirare, e perché la concentrazione nell’aria di Nox (ossidi di azoto e miscele, ndr) ed altre sostanze è così alta». Nella nota si può leggere anche della storia di un giovanissimo attivista, un quindicenne, orfano di padre che, a causa di una malattia incurabile che ha colpito quest'ultimo, si ritrova una denuncia a suo carico per aver organizzato una manifestazione ambientalista contro uno degli impianti inquinanti. Il giovane sarebbe stato invitato successivamente a far visita all'interno dello stabilimento per constatare coi suoi occhi l'innocenza di questo e per firmare una dichiarazione nella quale ammetteva la non-incidenza delle emissioni dell'inceneritore sulla questione dei tumori. Questo avrebbe comportato il ritiro della denuncia - che, tuttavia, grava ancora sulle spalle del giovane. Non solo, un senatore - stando al comunicato - avrebbe inviato all'associazione di cui fa parte il quindicenne alcuni «avvertimenti». Purtroppo, però, la questione resta ancora aperta poiché in alcune intervista a L'Avanti e La Repubblica, il politico avrebbe smentito tutto. La nota conclude così: «Sicuramente ci sono molti fattori: la presenza di siti tra i più inquinanti e... come la RamOil; l’impianto della Comasa, inceneritore a biomassa in pieno centro abitato (del resto a Casalnuovo siamo in 50 mila in 7kmq); il traffico cittadino... Abbiamo il diritto di vedere dati e capire cosa si può fare e per questo abbiamo chiesto al sindaco di istituire un Ossevatorio ambientale: non l’ennesimo carrozzone, ma un organo trasparente e funzionante. Qualcosa si muove … e lo prova il fatto che qualche settimana fa arrivarono degli “avvertimenti”da parte di un senatore cosiddetto “ambientalista” al più giovane organizzatore del Comitato “C’avit accis a salut”, quindicenne da poco orfano del papà ennesima vittima di questa terra. Allo stesso ragazzo sono arrivati gli inviti da parte dei proprietari della (...) a visitare l’impianto e poi a sottoscrivere un comunicato in cui il giovanissimo studente ne affermava la bontà, l’igiene e la sicurezza, perché questo lo avrebbe salvato da denunce: nonostante il ragazzo, solo e spaventato, si sia prestato inizialmente, oggi si ritrova lo stesso una denuncia. Questo ci indigna ancora di più e ora sappiamo che insieme possiamo farcela. Ieri siamo stati ascoltati, ma il lavoro da fare è molto lungo» ©Riproduzione riservata