Lunedi 25 settembre 2017 13:41

Unesco: la Coldiretti sforna la pizza doc simbolo dell’Expo 2015




NAPOLI - La Coldiretti ha sfornato la prima pizza napoletana doc simbolo dell'Expo 2015 nella giornata di mobilitazione in occasione della Commissione italiana Unesco a Roma per l'atteso via libera nazionale all'inserimento dell'arte dei pizzaiuoli napoletani nella lista del "patrimonio culturale immateriale dell'umanità". La pizza Expo, che punta a valorizzare l'identità nazionale in un momento in cui due pizze su tre sono ottenute da un mix di prodotti stranieri, è arrivata dall'antica pizzeria Brandi di Napoli dove la leggenda vuole che nel giugno 1889 il cuoco Raffaele Esposito fu convocato al palazzo Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, per preparare a sua maestà la regina Margherita di Savoia le sue famose pizze. Per onorare la sovrana, Esposito creò così la pizza Margherita, dove i condimenti: pomodori, mozzarella e basilico, rappresentavano la bandiera italiana. pizza2 expo 2015 diario partenopeo«Ora nel tempo della globalizzazione diventa, tuttavia, importante difendere l'identità della pizza e per questo - sottolinea la Coldiretti - la pizza simbolo dell'Expo 2015 è stata realizzata con ingredienti napoletani doc come la mozzarella di bufala, l'olio extravergine della penisola sorrentina, il pomodoro di San Marzano dell'AgroSarnese-Nocerino e il pomodoro del Piennolo del Vesuvio, tutti rigorosamente a denominazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione europea». La pizza simbolo dell'Expo 2015 punta così alla valorizzazione dell'identità nazionale in una situazione in cui in Italia quasi due pizze su tre, circa il 63%, sono ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarella e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori. «Troppo spesso - continua Coldiretti - viene servito un prodotto preparato con mozzarella ottenuta non dal latte, ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate provenienti dall'Est Europa, pomodoro cinese o americano invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino o spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell'extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale». «Un fiume di materie prime - ha dichiarato Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti - che ha purtroppo compromesso notevolmente l'originalità tricolore del prodotto servito ma anche le formidabili opportunità occupazionali che possono venire dall'agroalimentare nazionale. Per questo è necessario garantire l'origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione perchè significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale». In effetti garantire l'autenticità e l'italianità della pizza rappresenta un fattore importante poichè il 39% degli italiani ritiene che la pizza sia il simbolo culinario dell'Italia secondo un sondaggio presentato sul sito della Coldiretti, mentre secondo un altro sondaggio, realizzato dalla società Dante Alighieri, la pizza sarebbe la parola più conosciuta al mondo con l'8%, seguita dal cappuccino e dagli spaghetti, al  7%, e dall'espresso al 6%. La giornata di oggi è stata resa possibile dalla raccolta di circa 300mila firme da parte della Coldiretti insieme all'associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde a sostegno della campagna lanciata sulla piattaforma Change.org. «Si tratta di passaggio fondamentale per tutelare l'identità del prodotto più rappresentativo della realtà gastronomica nazionale ma anche per fare definitivamente chiarezza - sottolinea la Coldiretti - sull'origine italiana degli ingredienti e sulle modalità di preparazione per garantire le condizioni igienico e sanitarie ottimali. Il riconoscimento dà valore ad una tradizione sostenibile, attenta alla naturalità, che parla di materie prime povere e d'ingegnosità umana, di genialità di donne e uomini che volevano trovare modi gustosi e sostanziosi per nutrire le proprie famiglie e la propria comunità». La raccolta firme si è conclusa dopo aver fatto il giro d'Italia, raccogliendo adesioni bipartisan tra politica, istituzioni, esponenti dell'associazionismo e dello spettacolo. Su twitter l'hashtag #pizzaunesco. © Riproduzione riservata