Mercoledi 20 settembre 2017 02:22

Refezione scolastica, il Tribunale di Napoli dice «no» al panino libero
Il Tribunale di Napoli ha rigettato il ricorso d'urgenza di una madre che chiedeva di permettere a suo figlio di portare un panino da casa in sostituzione della refezione

26 maggio 2017



NAPOLI - No al panino portato da casa in sostituzione della refezione scolastica. Il Tribunale di Napoli ha rigettato il ricorso d'urgenza di una mamma, avvocato, del 36° Circolo Didattico "Vanvitelli" co-difesa dal collega Vecchione, patrocinatore del "panino libero", che a Torino aveva sostenuto la pretesa di poter sostituire la refezione scolastica con un pasto portato da casa. Il giudice ha ritenuto che al al diritto alla «libertà di scelta individuale» del genitore vadano contrapposti altri diritti fondamentali della collettività, anch'essi di rango costituzionale, come il diritto all'uguaglianza e alla salute e la partecipazione a una «comunità sociale, quale appunto quella scolastica (che) impone il rispetto delle regole di convivenza civile».

«La refezione è sinonimo di uguaglianza»

L'ordinanza, emanata dalla X Sezione Civile del Tribunale di Napoli, è stata accolta con favore da Ida Francioni, dirigente scolastica della Vanvitelli, difesa dall'avvocatura distrettuale dello Stato di Napoli. La decisione del giudice riconosce il valore formativo della ristorazione collettiva e soprattutto l'importanza del consumo di un pasto igienicamente controllato, che sia condiviso con i compagni e con gli insegnanti, senza distinzioni di ceto o di classe sociale. «La decisione riconosce che la valenza educativa della refezione non possa essere contestata e soprattutto che la fruizione collettiva dello stesso pasto sia ispirata ai principi di uguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione, che è il valore a cui tutti noi ci riferiamo ogni giorno», dichiara l'assessore alla Scuola e all' Istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri.

© Riproduzione riservata