Sabato 23 settembre 2017 18:21

Napoli, proteste per l’apertura di una sala slot a piazza Dante. Gli abitanti: «Niente slot vicino alle scuole»




NAPOLI - Sta suscitando polemiche e malumore la prossima apertura a piazza Dante di una grande sala slot a pochi passi da numerosi edifici scolastici del quartiere. La protesta, ampiamente condivisa da genitori e presidi delle scuole, ha finito per coinvolgere anche i rappresentanti della Seconda municipalità, a partire dal presidente Francesco Chirico: «La sala si trova di fronte il Convitto Vittorio Emanuele e vicino al liceo Genovesi e ad altri istituti scolastici non rispettando la distanza minima prevista dal regolamento comunale sulla ludopatia - denuncia Francesco Chirico - senza contare che anche lo striscione risulta abusivo, motivo per cui ho richiesto agli uffici comunali ed alla polizia di eseguire le opportune verifiche sulle autorizzazioni necessarie per un'attività di questo tipo». Già a maggio la municipalità si era detta contraria alla nuova sala slot, forte del parere negativo della polizia municipale, che in una nota indirizzata all'assessorato alle attività produttive della giunta De Magistris, definiva l'attività di prossima apertura in contrasto con il Regolamento Comunale. I genitori temono che la sala possa diventare un luogo di devianza per i propri figli, in una zona peraltro frequentata in maniera massiccia da adolescenti. Pensiero condiviso dai dirigenti scolastici degli istituti della zona, preoccupati dei rischi connessi al diffondersi della febbre da gioco tra i giovanissimi. «In quest'area c'è una massiccia concentrazione di scuole ed un grande afflusso di giovani - spiega Maria Filippone, dirigente scolastico del Genovesi - lottiamo per scongiurare ogni forma di devianza e questa sala slot rappresenta un grave rischio per gli studenti per cui auspico un'azione sinergica di tutte le istituzioni del territorio contro la sua apertura». «I ragazzi già sono esposti ai pericoli del consumo di alcool a volte venduto anche ai minorenni dai bar della zona - fa presente Valentina Bea, preside del liceo Vittorio Emanuele - la sala rappresenterebbe un'altra tentazione anche perché spesso in questi luoghi gli avventori non vengono controllati». Residenti, commercianti e presidi degli istituti scolastici della zona si dicono pronti a dare battaglia e a firmare un documento condiviso da indirizzare a palazzo San Giacomo per scongiurare l'apertura del locale. © Riproduzione riservata