Venerdi 20 ottobre 2017 09:12

Teatro San Carlo, il botta e risposta De Magistris Caldoro




NAPOLI - De magistris e caldoroIn occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Castel Capuano non sono mancate le tensioni tra il sindaco, Luigi De Magistris e il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro sulla questione del teatro San Carlo, che pur sedendo vicini non nascondono la tensione. Il primo cittadino torna a manifestare il suo punto di vista contro il ministro Massimo Bray, ora in missione in Siria e contro il governatore Caldoro accusandolo di aver "abbandonato la nave". «Polemiche contro il ministro non ne voglio fare in questa sede - ha dichiarato De Magistris - Voglio solo dire quella che lui chiama legge Valore Cultura ha avuto il merito di scassare un cda che per due anni aveva risanato il teatro San Carlo. Ha anche avuto il privilegio di aver rotto un clima istituzionale e di aver compattato tutto il teatro contro un provvedimento che ha creato una pericolosa lacerazione». Quanto invece al neo-commissario Michele Lignola, il sindaco gli manda a dire «Non collaboro e gli auguro un buon lavoro nella speranza che vada presto a casa sua» e ribadisce che resterà al fianco dei lavoratori. Dopo aver evocato il triste ricordo della serata nera in cui saltò la replica de Il Barbiere di Siviglia, De Magistris lancia nuovi suggerimenti per forme di proteste meno gravi «Sarebbe necessario aprire il teatro alla città, realizzare dei flashmob, insomma puntare sulla creatività e sull'arte per far capire quanto sia giusta la loro battaglia caratterizzata da 400 lavoratori rispetto a 4 componenti che hanno abbandonato la nave». «Un lavoratore che guadagna 1.400 euro e subisce una decurtazione del 35% subisce un attacco - continua - e loro devono rendere noto di questa situazione. Da sindaco e da presidente della Fondazione, che tornerò ad essere tra qualche giorno, sarò sempre dalla parte dei lavoratori». D'altro canto, altrettanto duro è stato l'intervento di Caldoro «Intanto il sindaco De Magistris è stato finora presidente del cda, quindi se ha qualcosa da dire, lo dica agli organi competenti. Quanto ai 4 membri che avrebbero "abbandonato la nave", se usassi la sua stessa metafora, direi che lui l'ha affondata, ma non ci sto a questo gioco. Io devo parlare nel rispetto delle istituzioni, sono stato in silenzio mentre lui attaccava me e gli altri. Ma in fondo dimenticava che un cda è un organo amministrativo che deve far rispettare la legge, noi senza l'approvazione del Piano e del bilancio abbiamo violato la legge ed ecco perché il ministro ha mandato un nuovo commissario». «Il teatro San Carlo è il teatro più finanziato d'Italia - continua - in termini di risorse pubbliche, in particolare dalla Regione con 4 milioni e 800 mila più 7 milioni l'anno per i programmi europei, contro 1 milione e 200 mila da parte del Comune. Quando, invece, in tutto il resto del nostro paese i rapporti sono invertiti. Allora una cosa la direi al sindaco: nella vita si può sbagliare, ci mancherebbe. Ma non capisco perché perseverare». © Riproduzione riservata