Inquinamento aria a Napoli, con l’alta pressione ritorna l’allarme smog. Sforamenti record




NAPOLI - Con l'alta pressione ritorna l'allarme smog a Napoli. Negli ultimi due giorni si sono registrati sforamenti record: soltanto lunedì scorso, 25 gennaio 2016, quattro delle sei centraline di monitoraggio hanno rilevato nell'area concentrazioni di polveri sottili superiori ai 50 microgrammi per metro cubo di aria, superando il limite consentito dalla legge secondo il quale non bisognerebbe andare, per evitare, nel tempo, seri danni alla salute. La situazione cittadina, zona per zona, è preoccupante. Al Museo polveri per 134 microgrammi al metro cubo di aria, il triplo della soglia limite. Male anche via Argine, con 97 microgrammi, e ancora 84 alla Ferrovia, 72 nella zona del Nuovo Pellegrini. Sotto la soglia limite solo le zone dell’Osservatorio astronomico e del Santobono, rispettivamente di 34 e 39 microgrammi. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente visto il permeare delle condizioni climatiche di scarsa ventilazione «che favoriscono il ristagno delle sostanze inquinanti nell’aria», così come spiegato da Giuseppe Onorati, funzionario Arpac che coordina i rilevamenti. Per capire la situazione basta confrontare quanto accaduto dal primo gennaio ad oggi, con le soglie massime annue consentite. La centralina di via Argine ha registrato solo in gennaio ben 10 sforamenti, a fronte dei 35 annui "concessi" dalla normativa nazionale. Per legge, infatti, in 12 mesi, non dovrebbero essere più di 35 i giorni oltre la soglia. Nello stesso arco temporale, nei primi 25 giorni di gennaio, hanno già superato il limite per sette giorni le centraline del Museo e della Ferrovia, mentre quella del Nuovo Pellegrino è già a sei sforamenti. La battaglia all'inquinamento, dunque, a Napoli sembra tutt'altro che vinta nonostante i provvedimenti alla circolazione o l’ordinanza dell’Autorità portuale che impone alle navi che attraccano al porto di utilizzare carburante a bassissimo tenore di zolfo e di tenere accesi i motori al minimo regime. © Riproduzione riservata