Domenica 20 agosto 2017 06:13

Napoli violenta, più stese e omicidi secondo la relazione della Corte d’Appello
Criminalità e violenza in aumento a Napoli secondo quanto contenuto nella relazione della Corte d'Appello che sarà letta domani in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

27 gennaio 2017



NAPOLI - Aumentano gli omicidi volontari (77 a fronte dei 44 dell'anno precedente) i tentati omicidi (103 contro 83), le rapine (6342 a fronte delle 6056 dell'anno precedente), e i casi di usura (40 episodi a fronte di 25). È una Napoli più violenta quella che emerge dal ritratto della relazione illustrata dal presidente della Corte di Appello di Napoli Giuseppe De Carolis nel corso dell'incontro con la stampa precedente l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario.

La risposta della magistratura e delle forze dell'ordine

La magistratura c'è, come testimonia la diminuzione dei processi pendenti in Corte di Appello (-3,4%) e presso il Tribunale per i minorenni e i Tribunali del distretto (-13%). Anche le procure e le forze dell'ordine fanno la loro parte con gli arresti e i sequestri di patrimoni che sono aumentati nell'ultimo anno. Ma evidentemente non basta. «Paradossalmente - spiega De Carolis - anche a causa dell'efficace opera di contrasto da parte delle procure e delle forze dell'ordine che hanno assicurato alla giustizia molti capi storici e disarticolato interi gruppi, si è assistito all'emersione anche in posizioni apicali di nuove leve di ragazzi che mossi dall'irruenza giovanile e dall'ansia di affermarsi nel circuito criminale hanno dato luogo a fenomeni particolarmente preoccupanti che hanno scosso l'opinione pubblica».

Stese come fenomeni terroristici

De Carolis ha parlato anche delle "stese", definendole «vere e proprie azioni di guerriglia urbana da parte di giovani che passano tra i vicoli del centro di Napoli sparando all'impazzata e a casaccio con scopi puramente intimidatori per affermare i proprio dominio sul territorio». Il fenomeno viene dipinto come « il nostro terrorismo, una realtà allarmante che va trattata come terrorismo con la sola differenza che di fronte non ci sono kamikaze ma persone che tengono alla loro vita».

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