Martedi 22 agosto 2017 11:16

Rischio terremoto a Napoli, più di mille edifici pericolanti dall’inizio del 2016




NAPOLI - Superano il migliaio all'anno le ordinanze di segnalazione dei pericoli legati alla struttura dei palazzi nella città di Napoli, e nella maggior parte dei casi le criticità sono causate a stretto giro dalla reiterata mancanza di manutenzione e dall'incuria. Questo il bilancio emerso da un'inchiesta de Il Mattino. Tantissimi gli interventi di vigili del fuoco e protezione civile, che negli ultimi anni sono aumentati drasticamente, atti a prevenire crolli e tragedie annesse. Al lancio dell'allarme corrispondono due sole possibilità: l'intervento dei pompieri, con relativo sgombero dello stabile, oppure l'avvio di una procedura di diffida nei confronti dei proprietari degli immobili in questione. La seconda soluzione è stata la più ricorrente nei 1243 casi in cui è stato invocato l'intervento delle forze di sicurezza, avvisandoli della necessità immediata di mettere in sicurezza lo stabile. Nell'ultimo anno questa procedura ha di poco superato i mille casi, nonostante sia prescritta da due articoli del codice civile e di quello penale. Rispettivamente, nel 1122 del c.c., secondo il quale «nell’unità immobiliare di sua proprietà, ovvero nelle parti destinate all’uso comune, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino un pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio»; e nel 677 del c.p., nel quale è inoltre prevista una sanzione a carico del «proprietario di un edificio o di una costruzione che omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo». Se il proprietario non provvede preventivamente da sé alla messa in sicurezza dello stabile, è solo attraverso la diffida che si può sperare che ciò avvenga. In caso di mancata risposta, la via penale prevede, oltre alla sanzione, in alcuni casi anche l'arresto.