Venerdi 18 agosto 2017 16:36

Bonifica Bagnoli, Nastasi ottiene dal Tribunale il via libera per accedere ai suoli




NAPOLI - Il Tribunale di Napoli ha dato il via libera al commissario straordinario, Salvo Nastasi, per dare inizio ai lavori di caratterizzazione dei suoli posti sotto sequestro nell'ex-area Italsider, a Bagnoli. Una decisione giunta dopo la presentazione dell'istanza da parte di Nastasi negli ultimi giorni di settembre, all'indomani dell'individuazione da parte dei giudici di un super perito - il geologo Claudio Galli - che avrà il compito di esaminare la documentazione delle precedenti analisi effettuate sui terreni, per fornire un parere tecnico ai giudici sulle loro attuali condizioni.

In altre parole, se la magistratura schiera Galli, che stabilirà dal suo studio, a Treviso, se i terreni sono, o meno, inquinati, il Governo si fa forte mandando avanti il commissario straordinario. Nastasi, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale per aggirare la tempistica - dalla nomina di Galli, avvenuta lo scorso 9 settembre, è stato stimato un tempo massimo di novanta giorni per ottenere i risultati della perizia. Lo stesso Matteo Renzi, durante il forum svoltosi ieri nella redazione de Il Mattino, ha tenuto a sottolineare il rispetto riposto nel «potere giudiziario» pur auspicando, tuttavia, «una decisione che arrivi rapida e solerte - tagliando corto sull'argomento - Prima si può entrare, prima si può risolvere il problema».

I lavori, dunque, continuano ad andare avanti. Solo nei giorni passati sono state aggiudicate - con il beneplacito dell'autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone - tre delle sette gare di appalti redatte da Invitalia e dal commissario Nastasi, unitamente alla consegna dei cantieri per quelle aree i cui suoli sono risultati essere 'puliti'. Il primo cantiere ad aprire sarà quello dell'arenile-nord - per un investimento totale di 550mila euro - nel quale i lavori dureranno due mesi.

In quest'area si è proceduto ai rilievi dei tecnici dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che hanno stabilito un piano di caratterizzazione solo per l'area dell'arenile-nord, nella quale ricadono sia suoli fatti risalire a privati che quelli demaniali. Ed è proprio in questi ultimi che si sono riscontrate diverse irregolarità, stando al rapporto stilato dall'Ispra «nell’area interdetta, posta sulla battigia, a ridosso della scogliera - dove, stando al documento - manca completamente sia il materiale di ripascimento, sia il tessuto-non tessuto (il telo semi-permeabile di separazione tra le sabbie contaminate e quelle di ricoprimento, ndr), sia un tratto di scogliera, mentre in corrispondenza dello scolo delle acque dalla zona docce è stato asportato il materiale di ripascimento per spessori variabili da 20 a 50 centimetri».

Preoccupa anche la situazione nell'area Nesis del lido Arenile, dove è stata eseguita «la completa asportazione della sabbia di ripascimento e del sottostante telo in una fascia di circa 13 metri di larghezza dalla linea di costa con conseguente affioramento di sabbia marina».

Naturalmente, non si potrà prescindere da questi elementi nell'attuazione dei lavori che riguarderanno l'arenile-nord, nel quale oltre al ripascimento della sabbia è prevista anche l'installazione di cabine, bagni e docce.

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