Lunedi 18 dicembre 2017 13:59

Pubblica un video di denuncia sullo stato dei mezzi, Anm sospende autista




NAPOLI - Un autista dell'Anm pubblica su Facebook un video nel quale denuncia lo stato di decadenza dei mezzi e l'azienda napoletana lo sospende. Questa la storia che sta facendo velocemente il giro del web: dieci giorni di sospensione «per avere denunciato le precarie condizioni in cui sono costretti a lavorare i conducenti dei bus e a viaggiare i passeggeri» si legge in un comunicato diffuso dall'Unione sindacale di base per i trasporti. «Le motivazioni ufficiali - continua il comunicato - contenute nella nota disciplinare consegnatagli dall'ufficio disciplina di Anm suonano laconiche: “Per aver divulgato immagini del materiale aziendale e notizie false e tendenziose, lesive della dignità di Anm su noto social network"» una legge entrata in vigore nel 1931, per la quale il dipendente farà ricorso, oltre ad aver preso la decisione di abbandonare il proprio posto di lavoro e scappare all'estero, stanco di combattere quotidianamente con i medesimi problemi. Un proposito che scatena una certa rabbia in Vincenzo Lucchese, sindacalista Usb trasporti, che ha dichiarato «È ufficiale: è fatto divieto assoluto ai dipendenti Anm di denunciare pubblicamente le deficienze aziendali e cercare di salvaguardare i viaggiatori, i lavoratori e gli utenti della strada  seppur si infranga un regolamento interno, non si è tenuto presente, nel comminare una sanzione di tale rilievo, della volontà del collega di cercare di risolvere e chiedere di affrontare delle problematiche che rischiano di innescare meccanismi pericolosi per l'interesse e la salute pubblica». Una problematica palese - stando al video - che si è tradotta in una presa di coscienza forte, davanti alla quale Usb non resterà a guardare e «cercherà di dissuaderlo dal proposito di lasciare il suo lavoro ed il suo Paese, ma nel contempo chiede un intervento duro e deciso da parte della Proprietà per fermare queste pratiche antisindacali e persecutorie adottate in Anm contro chi, per mera coscienza, non sottace e non si sottrae al suo dovere di denunciare disservizi, anomalie e malcostume». Secondo Lucchese, nel provvedimento disciplinare «Si palesa solo un intento punitivo finalizzato a creare omertà e complicità, a coprire i disservizi interni ed esterni, a far passare sotto silenzio la malagestione, a spegnere ogni libera voce di dissenso, di denuncia di non accettazione di una gestione aziendale la quale, sta producendo indisturbata da troppo tempo i suoi danni, i suoi frutti avvelenati». Non è tardata ad arrivare la risposta di Alberto Ramaglia, amministratore unico di Anm, che in un comunicato spiega che l'azienda si sarebbe «limitata ad utilizzare le sanzioni disciplinari previste dalla legge» ricordando che si tratta di «una sua prerogativa, alla quale si è limitata a fare ricorso». Nella nota divulgata dal dirigente, inoltre, si legge anche che il comportamento del conducente è in contrasto col «codice etico aziendale che, in più parti,  sottolinea il patto fiduciario implicito che intercorre tra il lavoratore e l'azienda. Ci saremmo aspettati, per questo, il ricorso a canali istituzionali interni per affrontare le problematiche aziendali invece si è scelto di utilizzare la diffamazione sui canali pubblici, in particolare con la pubblicazione di video - aggiunge Ramaglia - L'Anm - è consapevole delle difficoltà che affliggono il servizio e i lavoratori in questo particolare momento storico e per questo sta lavorando per garantire, al netto delle risorse, un servizio alla città dignitoso e svolto in sicurezza. È ormai nota - conclude l'amministratore unico - la gara europea che ci permetterà di rinnovare una prima parte del parco mezzi di superficie, con l' acquisto di 60 nuovi autobus e di 10 nuovi treni per la linea 1 della metropolitana. Questi sono fatti concreti che unitamente a tanti altri interventi di tipo strutturale previsti dal piano industriale della neonata azienda unica di trasporto Anm, costituiscono segnali incontrovertibili dell'impegno di questa amministrazione e non permettiamo a nessuno di far passare messaggi diffamanti e fuorvianti della realtà»