Trapianto d’eccellenza all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli: trasferita tibia da cadavere con impianto staminale
Il trapianto è durato 13 ore. A lavoro un'equipe multidisciplinare guidata dal primario dell'ortopedia dell'ospedale e composta da un chirurgo plastico, due anestesisti e tre ortopedici

27 dicembre 2016



POZZUOLI (NA) - E' stato eseguito con successo all'ospedale Santa Maria delle Grazie, a Pozzuoli, il trapianto di una tibia da un cadavere a una giovane paziente.

Per non amputare la gamba, i medici del nosocomio flegreo hanno così trapiantato una tibia da un cadavere con ricostruzione plastica dell'arto e utilizzato cellule staminali. L'intervento è durato 13 ore.

Intorno al tavolo operatorio ha lavorato un'equipe multidisciplinare guidata dal primario dell'ortopedia dell'ospedale, Pasquale Antonio D'Amato, e composta da un chirurgo plastico, due anestesisti e tre ortopedici.

La paziente era arrivata in pronto soccorso a seguito di un grave incidente stradale nel quale aveva subito la frattura del femore sinistro e la quasi completa disintegrazione della tibia. Le ferite avevano orientato i medici a chiudere i vasi sanguigni aperti per evitare il dissanguamento. Una scelta, necessaria per salvare la vita, ma che aveva determinato la necrosi dei tessuti, tanto da rendere praticamente obbligatoria la scelta dell'amputazione dell'arto. E a rendere ancora più complesso l'intervento vi era la necessità di agire in tempi rapidi per evitare l'aggravarsi delle condizioni di salute della paziente.

«Il trapianto - ha spiegato D'Amato - era l'ultima opzione all'amputazione. Si trattava di una scelta rischiosa, data la grande quantità di complicanze possibili. Nel corso dell'intervento abbiamo rimosso i tessuti morti, inserito 30 centimetri di tibia da trapiantare aumentandone la compatibilità e la capacità di attecchimento con un impianto di cellule staminali prelevate dal bacino. Abbiamo poi ricostruito i muscoli e la pelle attraverso un autotrapianto da muscoli dorsali e rivascolarizzato il tutto ricostruendo il sistema artero-venoso». «Abbiamo preferito un intervento del genere - ha aggiunto il primario - perché, nonostante le condizioni disperate della tibia, il piede era in buona condizione grazie alla miracolosa integrità delle due arterie principali della gamba. Ringrazio tutta l'equipe per il lavoro di assoluta eccellenza realizzato».

L'ortopedia del Santa Maria delle Grazie ha già realizzato in emergenza interventi ad elevata complessità, qualificandosi tra le poche strutture in Campania capaci di gestire casi simili.

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