Venerdi 18 agosto 2017 16:36

Terra dei Fuochi, la denuncia delle associazioni: «Il governo taglia i fondi per gli screening e li dirotta a Taranto»

27 dicembre 2016



NAPOLI –  Un dietrofront che ha il sapore della beffa per gli oltre 3 milioni di campani residenti nella Terra dei Fuochi, impegnati in una battaglia per l'ambiente e la salute che continua a mietere giorno dopo giorno decine di vite umane. I 17 milioni di euro programmati dal governo per gli screening sanitari nella Terra dei Fuochi saranno infatti in parte dirottati verso l’Asl di Taranto per finanziare analoghi esami clinici legati al rapporto tra inquinamento ambientale e rischi per la salute. A denunciarlo è il Coas, il Coordinamento delle associazioni ambientaliste dell’area flegrea-giuglianese, in una lunga lettera indirizzata al premier Gentiloni, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.

La programmazione originaria prevedeva infatti di destinare 17 milioni di euro ai Comuni della Terra dei Fuochi e 9 alla città di Taranto, anch’essa tristemente nota per l’elevato tasso di mortalità legato a patologie oncologiche connesse all’inquinamento ambientale. La decisione di optare per una nuova ripartizione delle risorse sarebbe stata presa proprio dalla responsabile del ministero della Salute in seguito ad un incontro avvenuto pochi giorni fa con il governatore pugliese, Michele Emiliano, che avrebbe avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per l’Asl di Taranto, ottenendo l’ok della Lorenzin.

Immediate le proteste del Coas, anche in considerazione del fatto che le Asl di molti comuni compresi tra Napoli nord e Caserta hanno già predisposto un programma di screening sulla popolazione interessata, facendo riferimento allo stanziamento iniziale messo a punto dal governo. La missiva del Coas, firmata dall’avvocato Roberto Ionta, chiede in sostanza al governo e alla Lorenzin di non penalizzare la Campania e di rispettare gli impegni presi con la regione, anche in considerazione della diversa entità demografica dei due centri: «Non vogliamo iniziare una guerra tra poveri - si legge nella lettera - ma ricordiamo al Governo che mentre l’Asl di Taranto ha un bacino di utenza di 800 mila persone, quella delle 4 Asl tra Napoli e Caserta conta oltre 3,5 milioni di abitanti, dunque in proporzione Taranto riceve più fondi che le nostre due province».

Una prima tranche di screening è già stata avviata nel territorio campano e l’improvviso cambio di rotta del governo rischierebbe di interrompere tutto il lavoro fatto negli ultimi dodici mesi, impedendo di raccogliere tutte le informazioni necessarie a predisporre interventi terapeutici e percorsi di prevenzione in grado di ridurre la mortalità da inquinamento e migliorare la qualità della vita di una larga fetta della popolazione campana. Inoltre, spiega il Coas, oltre al lavoro fatto finora rischiano di andare in fumo anche i 17 milioni di euro già spesi in questa prima fase. Le associazioni ambientaliste, pronte a dare battaglia e a scendere in piazza, minacciano di denunciare in Procura l'eventuale rettifica dei fondi rispetto alla cifra iniziale già decisa per legge.

 

© Riproduzione riservata