Mercoledi 18 ottobre 2017 07:34

Bagnoli, la perizia choc: «La bonifica ha aumentato l’inquinamento»
L'attività di bonifica condotta nell'area ex Italsider non avrebbe risolto le criticità legate alla presenza di materiali tossici, ma avrebbe addirittura aumentato l'inquinamento

28 febbraio 2017



NAPOLI - La bonifica dell'area di Bagnoli avrebbe aumentato l'inquinamento invece di eliminarlo. Lo sostiene il consulente dei giudici napoletani che, attraverso una perizia, dipinge un quadro allarmante circa lo stato dell'ex area Italsider. «Gli interventi di bonifica certificati, così come realizzati abbiano compromesso la futura fruibilità dei luoghi, - si legge nella perizia - perlomeno quelli a destinazione d’uso residenziale, arrivando talora a incrementare le concentrazioni esistenti prima della bonifica». Lo studio, redatto dal geologo Paolo Galli in collaborazione con l'ingegnere Matteo Greggio e la dottoressa Angela Di Tommaso, evidenzia come ci sia bisogno di una nuova bonifica «finalizzata a rendere tali luoghi a tutti gli effetti conformi ai sensi di legge, nei termini di un'analisi di rischio». La perizia è tra gli atti del processo che vede coinvolti i vertici della società BagnoliFutura.

Non sono dimostrati i danni alla salute pubblica

I consulenti del tribunale, chiamati a rispondere su eventuali danni alla salute derivanti dalla bonifica, scrivono che «non sono emersi elementi che ci permettano di concludere con certezza che esiste un rapporto fra inquinamento ed eventuale danno alla salute nel caso specifico, poiché mancano dati epidemiologici e dati di monitoraggio biologico, che esprimono la reale dose assorbita». Quanto alla presenza di materiali inquinanti nel Parco dello Sport di via Cattolica, gli esperti sostengono che «è difficilmente riscontrabile la presenza di tali rifiuti direttamente in campo in un’area così vasta. La limitata volumetria che sarebbe stata messa a dimora (si parla di 3 bilici quindi circa 40-50 mc) ha reso di fatto assai difficile definirne l‘eventuale posizione all‘interno di un’area come il Parco dello Sport grande circa 30 ettari». In ogni caso, «in nessuna delle trincee esplorative eseguite nel Parco dello Sport sono emerse evidenze di rifiuti pericolosi interrati».

© Riproduzione riservata