Camorra, processo d’appello per il duplice omicidio Salzillo-Prisco: confermato l’ergastolo a Schiavone Jr
I giudici della Corte d'appello di Napoli hanno accolto gran parte delle richieste avanzate dalla Procura della Repubblica, che ha sempre individuato nel figlio di Sandokan il mandante del duplice delitto

28 novembre 2016

NAPOLI – Si è concluso quest’oggi, con la condanna all’ergastolo di Nicola Schiavone, figlio del capoclan dei casalesi Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, il secondo grado del processo per il duplice omicidio di Antonio Salzillo e Clemente Prisco, avvenuti a Cancello ed Arnone il 6 marzo 2009. I giudici della Corte d'Appello di Napoli hanno accolto gran parte delle richieste avanzate dalla Procura della Repubblica partenopea, che ha sempre indicato in Schiavone jr il mandante dell'assassinio di Antonio Salzillo, nipote di Antonio Bardellino, storico fondatore del clan casertano.

Alla base del delitto Salzillo, in esilio per anni dopo la sanguinosa faida interna con la fazione composta dalle famiglie Schiavone e Bidognetti, vi sarebbe secondo gli inquirenti la decisione di quest'ultimo di fare ritorno a Cancello ed Arnone senza l'autorizzazione dei nuovi vertici del clan. A decidere la sua condanna a morte, secondo la ricostruzione accolta dalla Corte, fu proprio Nicola Schiavone, attualmente detenuto in regime di 41 bis nel carcere di L'Aquila. Assolto, invece, Francesco Barbato, condannato all'ergastolo nel processo di primo grado, mentre per uno degli esecutori materiali del duplice omicidio i giudici si sono espressi in favore di una riduzione della pena a 28 anni di carcere in seguito alla confessione spontanea resa dall'imputato nel corso del secondo grado di giudizio. Assolto dall'accusa di omicidio anche Michele Ciervo, condannato all'ergastolo in primo grado: per lui una condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione per il reato di favoreggiamento.

 

 

 

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